Prada

Martina D'Amelio
15 gennaio 2017

L’autenticità sfila sulla passerella di Prada nella terza giornata di Milano Moda Uomo: una collezione-movimento per l’autunno-inverno 2017/2018 che, pur essendo umana, non ha sete di potere.

Letti familiari, panche di legno, piastrelle, boiserie: l’ambiente essenziale ricreato nella Fondazione insieme ad AMO è quanto più lontano dal lusso. Ad animare questo interno intimo e domestico, uomini e donne che infrangono una delle regole dei tempi moderni, quella dello sfarzo a ogni costo. E lo fanno con estrema naturalezza: bastano un maglione dallo scollo a V, una camicia a quadri, un paio di polacchini e un pantalone di velluto a coste per ribellarsi al sistema, anche se il messaggio diventa più chiaro con un basco in tinta, una sciarpa di lana attorno al collo e qualche monile di piume e conchiglie.

I manifestanti pacifici di Prada sembrano provenire dal ’68 con quelle giacche lunghe in pelle color mattone e quei pantaloni ampi d’ispirazione workwear, ma la loro contestazione è più che mai attuale: in un mondo dove la violenza sembra prevalere, mirano a difendere i sentimenti e la forza delle piccole cose. Come? Porgendo fiori d’artista di strada su longuette e pullover per lei, oppure facendo bella mostra di tramonti e paesaggi naïf sui girocollo per lui. La ricerca del primitivismo è dichiarata anche attraverso la pelliccia, non più sinonimo di opulenza ma dettaglio nascosto su cinture, mocassini, sandali incrociati e valigette. Anche la palette mostra un’ostentata semplicità: a sfilare le mille sfumature della terra, dai marroni ai verdi, dai grigi ai blu, con qualche concessione di vero e vivo rosso.

Chi disprezzerà la gloria vana, riceverà la gloria autentica”, scriveva Tito Livio in Ab urbe condita. Parole che risuonano più che mai attuali e sembrano rimbombare tra i muri di cemento della “casa” di Miuccia.