Prada

Lucrezia Brunello
21 febbraio 2013


Miuccia Prada proprio non ci sta all’omologazione. Così ogni sua sfilata è un messaggio da decodificare, un bisogno sociale che va oltre le mode del momento e guarda al presente con uno occhio sempre fisso al futuro. “Ho voluto fare una collezione che raccontasse un’eleganza cruda, rude, dura. C’è come una rabbia di fondo, difficile da spiegare. È come se fosse una reazione all’impossibilità di essere eccessive”, racconta la stilista. Parole che ben si spiegano alla vista degli abiti. Vestiti asimmetrici, accostamenti inaspettati, tessuti poveri: una collezione che non cerca la sensualità in una donna, ma la sua unicità tanto da lasciare disarmati.
Una Miuccia inarrestabile, intoccabile malgrado il tentativo degli animalisti urlanti fuori dalla sfilata.

Lucrezia Brunello