Prada

Lucrezia Brunello
23 giugno 2013

Non c’è che dire. Di Miuccia Prada ce n’è una ed è sempre un piacere. Ogni volta in quel quarto d’ora di spettacolo spariscono clichè, monotonia e conformismo; esiste solo Miuccia e il suo messaggio gridato forte e chiaro attraverso le musiche, la scenografia e loro, ovviamente, gli abiti.
Per questa Primavera-Estate 2014 ci si ritrova immersi in un paradiso minaccioso, una città esotica dai tratti dark. Tutti i luoghi comuni dell’estate vengono sradicati e inseriti in un’atmosfera da film drammatico. “Abbiamo indagato l’estate e tutti i cliché relativi che hanno influenzato il nostro immaginario. Poi, però, abbiamo trattato questi argomenti in una maniera più seria, buia. Il risultato, per me, è molto attuale. Narra dell’impossibilità, dell’inesistenza di paradisi idilliaci. Un po’ come quei luoghi esotici di vacanza, sognati e idealizzati, che poi sono teatro di miseria o di guerre” racconta la stilista. Ecco che allora le stampe con fiori hawaiani vengono riprodotte con colori tetri. I pantaloni sono larghi e ispirati a quelli delle tute da lavoro. Le scarpe sono povere nello stile, in cotone con punta di gomma intarsiata. Tra le uscite un piccolo assaggio della collezione donna, che riprende lo stesso mood maschile, ma con un pizzico di luce regalato dai cristalli applicati.

Lucrezia Brunello