Rick Owens

Mirco Andrea Zerini
1 ottobre 2015

Ogni anno c’è sempre qualcosa di più esagerato, qualcosa che si situa al limite tra una classica sfilata di moda e uno show circense, senza valicarne mai la soglia e soprattutto riuscendo a stupire ancora una volta il pubblico, ormai abituato a certi colpi di testa.

Stiamo parlando di Rick Owens, eccentrico, amante degli azzardi e dell’esagerazione più inaspettata, ma capace ed abile nel creare sempre qualcosa di nuovo e di inconsueto.

Lo stilista statunitense, dopo i modelli che hanno sfilato con i “gioielli di famiglia” in vista, ha deciso di osare ancora e di portare in scena un binomio invertito di modelle; l’una porta l’altra avvinghiata e avvolta come in un corpo unico, a testa in giù o sulle spalle, con le gambe distese e le natiche ben in vista, garantendo un effetto davvero strano per un Fashion Show, quasi una provocazione alla compostezza e al rigore dei colleghi!

I suoi capi si distinguono sempre per linee indefinite, confuse, sovrapposte e ricomposte; abiti asimmetrici che si avvicinano più ad antiche vesti, minidress con textures differenti e tonalità a contrasto, giacche senza un inizio e una fine ben delineati, che si stropicciano e si avvolgono attorno al collo, maxi felpe e abiti con lingerie in vista in pelle spalmata argentata.

La palette è classica per il brand: non c’è spazio per tonalità sgargianti o acide, ma solo per il nero, il verde pallido, il grigio – polvere o antracite – e qualche lampo di oro e argento che rendono tutto ancora più extraterreno.

Una collezione da interpretare, che non ha spiegazioni o significati espliciti, che si comprende solo se ci si lascia trasportare dall’immaginazione e dal piacere di assistere ad uno show senza eguali.

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