Roberto Cavalli

Mirco Andrea Zerini
15 gennaio 2016

Roberto Cavalli apre la settimana della moda milanese portando in passerella la prima collezione uomo firmata da Peter Dundas per il prossimo Autunno/Inverno, mantenendo inalterato lo stile eccentrico – da sempre segno distintivo della Maison – con richiami all’Oriente, affascinante e lontano.

Modelli e modelle si alternano sul catwalk in un mix sfumato di generi che si confondono e si mescolano. L’uomo indossa pantaloni leggermente scampanati, bomber in pitone, completi giacca pantalone con pattern floreali ton sur ton, blazer patchwork in ayers e lunghi cappotti spigati con generosi colli in pelliccia.

Il denim delavè si porta con i blazer monopetto in fantasia o diventa il protagonista indiscusso di un total look opinabile, l’animalier – grande classico del brand – si tinge di verde pallido e si applica su pellicce e giacche in pelle, i completi-pigiama strizzano l’occhio ai kimono orientali diventando il vero must-have della prossima stagione e le camicie in seta si colorano di tonalità vivaci, pattern ed applicazioni.

Impossibile non notare gli accessori: collane, lunghe sciarpe, cinture con fibbie dorate e foulard annodati al collo portati con disinvoltura; le calzature – sneakers con suola e punta in gomma bianca – donano un tocco street ad ogni uscita.

Le lavorazioni sono ricche e opulente, le applicazioni, i ricami e le decorazioni a tratti esagerate per una collezione che dimostra il tentativo del designer di “risorgere dalle ceneri” delle precedenti polemiche, conservando la tradizione e lo stile di una Maison affermata da tempo.

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