Roberto Cavalli

Martina D'Amelio
21 settembre 2016

Patchwork all’americana per Peter Dundas, che porta sulla passerella di Roberto Cavalli per la primavera-estate 2017 un mix ben riuscito tra dettagli western, spirito rock e atmosfere Navajo.

Il collage di tappezzerie che adorna il catwalk, filo conduttore dell’intera collezione, rispecchia il meltin-pot di ispirazioni dell’eccentrico designer, che ad oltre un anno dalla nomina a direttore creativo della Maison continua a seguire la sua linea riconoscibilissima, ma fedele nell’animo all’essenza del marchio fiorentino. Ecco quindi i classici pantaloni a zampa alla Elvis, ma in pizzo trasparente, in denim e camoscio, a maxi righe, ricamati o in broccato; l’animalier scivola sui completi ma perde la carica felina per diventare, grazie a nuove colorazioni, tocco di stile d’impronta punk.

Gilet e mantelle in seta finemente ricamati ricordano le tende Apache e l’atmosfera folk è sottolineata da lunghe frange fluttuanti, cinture e choker di pietre e zoccoli chiodati. I look più riusciti sono quelli dove la commistione di stili è esaltata al massimo: attraverso la contrapposizione delle stampe e dei tessuti nel folk maxi dress lungo fino ai piedi, preziosissimo grazie alle note dorate, nell’abito da red carpet che esalta la silhouette, ricoperto di conchiglie, legnetti, perline e piume a comporre motivi etnici intricati, nel vestito a maxi balze dallo spacco vertiginoso dove convivono stampe ispirate ai simboli degli indiani d’America, seta maculata, floral print, acchiappasogni, persino fregi egizi, il tutto legato al collo da un intreccio di lacci bustier e indossato con stivali in pelle. Il luxury milk-shake alla Dundas è servito, e a giudicare dall’aspetto deve avere anche un buon sapore: il marchio inaugura in piena fashion week anche la boutique rinnovata di Montenapoleone.

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