Saint Laurent

Luca Antonio Dondi
27 settembre 2016

Un flashback con lo sguardo rivolto al futuro. È questa l’idea di Anthony Vaccarello per la sua collezione di debutto presso la Maison Saint Laurent a Parigi: lasciarsi ispirare dal passato – più che glorioso in questo caso – senza perdere di vista il domani.

Un abito d’archivio del 1982 è il punto di partenza per la primavera-estate 2017 secondo Vaccarello: un minidress con profondo scollo a cuore e maniche lunghe dalle spalle pronunciate, dal tipico mood anni Ottanta, diventa graffiante nella moderna versione in pelle total black. Lo stesso abito è trasformato in top e indossato con un paio di jeans classici e delle décolleté, oppure con il biker in pelle; poi muta aspetto e si trasforma in un abito di vinile. L’animo rock alla Kurt Cobain osannato da Hedi Slimane sembra messo da parte per far spazio a una ritrovata sensualità: micro vestiti dorati e in velluto dagli scolli vertiginosi, bluse in organza trasparente che non lasciano nulla all’immaginazione, blazer in broccato anticato, corpetti di paillettes, pantaloni a sigaretta neri, cocktail dress che riproducono un lussuoso animalier.

E poi c’è il must di casa Saint Laurent: lo smoking. Vaccarello prende l’iconico tuxedo femminile e lo stravolge allungando il blazer o togliendo le maniche, rendendolo oversize oppure quasi crop top. D’altronde la maxi insegna luminosa che recita “YSL” all’ingresso dello show parla da sola: il designer belga è riuscito senza eccessi o banalità a prendere un’icona di ieri e metterla sulle strade di oggi. E dalla rue de Bellechasse dove si è svolto l’evento agli ateliers della Maison, tutti gli applausi sono per il nuovo Saint Laurent.

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