Saint Laurent

Mirco Andrea Zerini
28 febbraio 2017

Anthony Vaccarello inaugura la Settimana della Moda parigina presentando la collezione autunno-inverno 2017/2018 firmata Saint Laurent, il brand di cui è diventato creative director circa dieci mesi fa, dopo l’addio di Hedi Slimane, segnando così una svolta epocale per la griffe, imponendo il suo stile ma seguendo con estrema umiltà l’ottimo lavoro del suo predecessore.

Vaccarello porta in passerella il suo animo più glamour e di tendenza per una femme fatale amante della vita notturna dei club parigini, in cui si ritrova una ristretta nicchia di gente, all’insegna dell’esclusività e dei party privati.

Gli elementi cari ad Yves ci sono tutti, nella riproposta di un passato glorioso rivisto in chiave contemporanea e moderna. La donna è estremamente femminile e la collezione si caratterizza per l’alto tasso di sensualità: gli abiti cortissimi sono costruiti grazie a ruches e drappeggi, il jeans skinny segna la silhouette ed è portato dentro stivali in vernice drappeggiati, abbinato a dolcevita basici e giubbotti in nappa e montone, i minidress monospalla hanno profonde scollature, mentre i modelli a manica lunga osano trasparenze che scoprono completamente i seni.

Nero e cristalli, cristalli e nero: è su una palette scarna ed essenziale che Vaccarello segna il suo secondo successo, tornando verso un universo da cui il fashion system si era drasticamente staccato, virando verso grafismi e decorativismi forse troppo eccessivi. E completa lo spettro cromatico con note di testa di moro e tonalità metallizzate, perfette per brillare nella notte più buia.

Gli accessori hanno decisamente infiammato i social network: gli stivali – in vernice o tempestati di cristalli scintillanti – sono già il must-have della PFW, mentre la borsa allungata è esattamente ciò che mancava nel guardaroba femminile, chic e dal gusto vagamente rock.

Vaccarello colpisce in maniera incisiva il pubblico nel front row e i dati di vendita della sua prima collezione confermano il suo successo, nonostante raccogliere l’eredità di un maestro come Slimane fosse un compito arduo.