Schiaparelli

Laura Gioia
23 gennaio 2017

Si respira un vento d’Oriente, nella Maison di Place Vendôme. L’Haute Couture di Schiaparelli, che ha l’onore di aprire l’alta moda parigina, è fatta di kimoni, draghi e sofisticate porcellane, tessuti preziosi che si increspano e si imprimono in complicate lavorazioni, in un gioco sensuale fatto di contrasti e colpi d’occhio.

È rosa shocking il bomber che accompagna abiti rasoterra, mentre cuori trafitti firmano lo short-tailleur abbinato a stivali altissimi. Fiori e soli splendenti illuminano gli abiti bianchi e sono i lucchetti fatti a tasca a segnare l’attitude dei capi avorio. Non ci sono dubbi: quella immaginata da Bertrand Guyon è un’estate leggera, che vuole richiamare la storia del marchio e lo si capisce dalla struttura delle giacche e dalle trasparenze degli abiti. Le modelle, leggiadre come farfalle, sembrano quasi volare, su tacchi shocking trasparenti come il vetro.

Il tulle, la seta, l’organza e il pizzo Chantilly hanno il potere di trasformare tutto ciò che toccano. Come per magia, animali come le aragoste diventano disegni sofisticati, mentre pesci dorati e tigri tibetane sembrano prendere vita grazie agli svolazzi delle sete, tinte con maestria. Romantica e sensuale, la donna di Schiaparelli è una geisha dei giorni nostri, con la bocca a cuore ma con un amore folle per i grafismi pop e i tagli architettonici.