Stella Jean

Luca Antonio Dondi
28 febbraio 2016

L’antico e il contemporaneo, l’Oriente e l’Occidente, le Maschere e i Ritratti: questi i temi affrontati da Stella Jean nella collezione autunno-inverno 2016/2017 presentata allo Scalone dell’Arengario di Milano, rimanendo sempre attenta ai temi dell’attualità e pronta a schierarsi dalla parte dei più deboli.
Se la collezione primavera-estate era un’ode e un richiamo verso il dramma dei migranti, qui il discorso sembra essersi evoluto e ampliato. Il simbolismo e la tradizione della cultura africana tornano prepotentemente sugli abiti della designer sotto forma di coloratissimi pattern geometrici e la riproduzione di maschere tribali ricamate su abiti, gonne, mantelle, bluse e trench coat in pelle. A questi si affiancano texture tipicamente occidentali – come il tartan e il Principe di Galles – e figure più familiari per il pubblico del Bel Paese: la sagoma dei carabinieri in divisa, infatti, fa la sua comparsa sulle gonne in maglia e i cardigan lunghi, sottolineando le radici italiane della designer.
I volumi morbidi e liberi, la palette frizzante e variegata e l’incredibile mix-and-match di stampe etniche e tessuti – dal cotone alla lana passando per la seta e la pelle – hanno reso ancora una volta onore a quello che è lo stile firmato Stella Jean. Contribuiscono a tutto questo anche gli accessori: clutch in plexiglas con piume applicate, doctor bags che riprendono le figure cardine della collezione, le scarpe dai profili in pelliccia.
Una collezione che forse è l’ennesimo tentativo della stilista di far capire che non c’è nulla da aver paura nel far coesistere e convivere mondi e culture distanti ma, anzi, spesso possono nascere nuovi universi, meravigliosi e perfettamente in armonia.

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