Tommy Hilfiger

Martina D'Amelio
8 febbraio 2017

Altro che Coachella: Tommy Hilfiger inscena a Venice Beach il Fashion Festival “TommyNow”. Una sfilata – inno alla nuova era della democratizzazione della moda, secondo le modalità ormai consuete per lo stilista del see now, buy, now.

Nel parco divertimenti TommyLand ci si diverte un sacco, tra chioschi di pop-corn, rollerbladers e attrazioni all’aria aperta. È la prima volta per il brand a Los Angeles, che ha preferito la California alla New York Fashion Week, quasi a voler sottolineare la singolarità del suo spettacolo. Che unico lo è per davvero: in primis perché non capita tutti i giorni, nemmeno alle modelle, di prendere un aereo privato griffato in compagnia dello stilista che le porti sul luogo di lavoro (è tutto documentato sui social); e poi perché la prima a materializzarsi sull’insolita passerella è nientemeno che Barbie Gigi Hadid, in veste di brand ambassador e volto della collezione TommyXGigi 2.

Il paragone con la bambola non è casuale, visto che a poche ore dal defilè sul profilo Instagram @barbiestyle è comparsa proprio la top model in versione plastic (vestita Tommy Hilfiger, ovviamente). La capsule invece sorprende meno: realizzata in collaborazione con Gigi e altre influencers, celebra una Summer of Love tutta californiana e punta sul beach lifestyle, con stemmi, righe e dettagli patchwork. Il resto della linea primavera-estate 2017 di TH, portato sul catwalk tra le altre dalla sorella Bella Hadid, da Jourdan Dunn e da Lineisy Montero, è un tripudio di abiti lunghi e leggerissimi da indossare sulla spiaggia a piedi nudi. E poi ci sono top vintage con la bandiera americana, mini di pelle vinyl, cinturoni da Far West, giacche spalmate d’oro, micro jeans sfrangiati e maglioni cropped di lurex, daindossare con gli ankle boots anche d’estate, in un ritornello a metà tra il rock e il rap – quello di Tupac che si sente in sottofondo e quello di Fergie che chiude live l’eclettico spettacolo. Lady Gaga non canta, ma si limita ad applaudire dalla prima fila: una degli oltre 3.000 ospiti, tra cui 2.000 clienti e 1.000 addetti ai lavori tra stampa, buyer, VIP e influencer.

Secondo le regole del see now, buy, now alla Tommy, gli astanti avrebbero potuto comprare i capi anche solo semplicemente attraverso l’app TommyLand e il servizio Snap:shop, che permette di riconoscere i capi direttamente dalla passerella grazie alla tecnologia 3D Slyce. Tutti però hanno preferito in loco il pop-up store TommyXGigi e il punto vendita vintage Tommy Hilfiger curato da Frankie Collective. E siamo sicuri che apprezzeranno ancora di più l’arrivo della collezione online e offline, già disponibile in oltre 70 Paesi.