Ulyana Sergeenko

Laura Gioia
25 gennaio 2017

Statuaria e distante, la donna di Ulyana Sergeenko si rifà alla mitologia slava e in particolare al paganesimo russo. Lo show, che ha chiuso la penultima giornata dell’alta moda parigina, ha svelato una collezione in cui la natura e l’universo femminile s’intrecciano diventando una cosa sola, sospesa a metà tra leggenda e vita di tutti i giorni.

Ma il vero fil rouge è la donna come simbolo di forza : una creatura fiera, sicura di sé e bella da morire. Modellati da abiti bustier e rouches svollazzanti, i corpi delle modelle diventano sensuali e irraggiungibili come quelli di una dea, mentre ricami floreali e motivi animali si arrampicano su tessuti di raso, tulle e taffetà.  I mini abiti, senza spalle e con gonna a palloncino, mettono in risalto gambe e seno, trovando l’abbinamento perfetto sotto collane a tre o quattro giri, che incorniciano elegantemente i volti delle fanciulle-muse immaginate dalla Sergeenko. Più solenni invece i lunghi: con maniche a sbuffo o coprispalle fino a terra, gli spacchi non sdrammatizzano l’aria solenne di questi abiti, tra volumi importanti e dettagli preziosi.

Nel complesso la giovane designer russa ama gli scuri e lo dimostra l’evidente prevalenza del blu e del nero. Un’alternanza che viene inaspettatamente scandita da tonalità più vive, come il rosso lacca, il bianco, l’oro e il rosa antico.