Uma Wang

Alberto Corrado
22 febbraio 2014

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Un’entusiasmante ricerca in una linea, dove lo studio e l’ispirazione di terre lontane e tempi leggendari è palpabile. Una donna nomade che si muove da un continente all’altro pescando dall’Italia medioevale dai dipinti di Giotto e dai cancelli scolpiti del Ghiberti alle mistiche catene dell’Himalaya.
Italia e Cina s’incontrano negli abiti, che lasciano la figura libera di muoversi, o meglio di fluttuare. Tutto è over, come la rivisitazione del cappotto cammello, in un leggerissimo tessuto di carta cinese con gli ampi revers, il mantello appoggiato sulle spalle e gli abiti lunghi fino ai piedi.
La maglia è di angora, e quando si alterna alle preziose trame dei tessuti broccati, caratterizza l’intero outfit, nel morbido abito dolcevita, dalle maniche lunghissime, o nella sua versione scollata ma accompagnata da un ampissimo cardigan.
I veri dettagli di questa collezione sono le sperimentazioni e le lavorazioni dei tessuti, complesse e meticolose, dove gli intrecci di filati disegnano evoluzioni rubate al classicismo italiano, per poi tornare in Cina nei maxi pois e negli intricati motivi floreali.

Alberto Corrado

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