Valentino

Alberto Corrado
6 ottobre 2015

La fonte d’ispirazione per i due designer della Maison Valentino sono le opere di Brancusi, Modigliani, Picasso e Braque e la corrente artistica del primitivismo dei primi del Novecento.
Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli ritornano ai primordi e cambiano prospettiva presentando nuovi canoni estetici. “Volevamo raccontare a modo nostro il periodo storico che stiamo vivendo – dicono i due designer nel backstage della sfilata a pochi minuti dall’inizio dello show – “Abbiamo dunque pensato all’Africa, come crogiolo di culture differenti, rileggendo usi e costumi del Continente Nero secondo un punto di vista personale“.

La prima parte della collezione è dedicata a quel viaggio immaginario tra realtà e sogno, tra presente e passato: i leoni rincorrono gazzelle sugli abiti dipinti, le frange fluttuano sulle giacche in pelle graffiate e istoriate, le tigri sono stampate a mano sui vestiti fluidi, i ricami di perline si posano sul cappotto rigoroso o sul robe carne come fosse un tatuaggio, le piume Masai bordano una tunica in pelle e infine i collier in ebano e metallo sorreggono lunghi abiti.

Ritorna di nuovo il gioco dei colori caldi che si stemperano dal nero al rosso, dal verde al marrone per alternarsi all’ebano, dominando la passarella in un crescendo di maestosità.

Per gli accessori, infine, clutch dipinte a mano dal mood tribale saranno un must, così come le borse rockstud rivisitate in chiave africana.

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  • Valentino RTW Spring 2016
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