Valentino

Luca Antonio Dondi
6 luglio 2016

A chiudere la settimana dell’Haute Couture parigina, l’ultimo capitolo di un duo che per otto anni ha fatto sognare milioni di persone con le proprie creazioni: Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli hanno presentato al pubblico quella che, molto probabilmente, è stata la loro ultima collaborazione insieme per Valentino.

Un sodalizio che prosegue da oltre 20 anni il loro, e che in meno di dieci ha saputo far ridiventare Valentino un fenomeno globale, conosciuto, apprezzato e amato da tutti. La Chiuri – nelle prossime ore dovrebbe essere dato l’annuncio ufficiale – troverà a Parigi la propria nuova casa e negli atelier di Christian Dior il nuovo mestiere, mentre Piccioli porterà avanti, senza lasciarsi di certo abbattere, il lavoro compiuto finora per la Maison romana.

La coppia ha deciso di salutare il fashion system con una sfilata che parla di loro, delle loro passioni, del loro lavoro, della loro storia e di quella della Maison. Un tributo a William Shakespeare che, a esattamente 400 anni dalla sua morte, sa ancora sorprenderci e meravigliarci con la brillantezza del suo lavoro e ora anche con gli abiti. Chiuri e Piccioli decidono, in quest’ultima collezione, di lasciare da parte intarsi romantici e abiti troppo fiabeschi e concentrarsi sulla materia dell’opera e la concretezza degli abiti. Va in scena tutta la passione di Lady Macbeth negli abiti statuari in taffettà rosso porpora; l’eleganza dei Gentiluomini di Verona nei completi elisabettiani maschili fatti di bluse candide con colletto a sbalzo e calzamaglia; l’ingenuità romantica di Giulietta nei ricami floreali sugli abiti in chiffon; l’esperienza bucolica del Sogno di una notte di mezza estate in abiti regali con animali dipinti a mano.

Gonne di piume, cappotti in cashmere, cappe di pelliccia, abiti in pelle, maniche a sbuffo, vesti regali che avrebbero fatto invidia alla corte di Elisabetta I: questi gli elementi principali di una collezione Haute Couture teatrale, unica e irripetibile. Il bellissimo saluto di un duo che, come Shakespeare per la letteratura, ha fatto la storia della moda. Un arrivederci che passa dai versi shakespeariani “If you love me I’m in your heart, if you hate me I’m in your mind” ricamati dolcemente su un abito – già icona – in chiffon nero.

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