Valentino

Alberto Corrado
25 giugno 2014

L’avventura mannish firmata Valentino non conosce incertezze.
Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli hanno a cuore lo stile dell’uomo aristocratico dedito all’arte in tutte le sue forme e verso la bellezza- estetica come fonte d’ispirazione.
In bilico tra memoria e l’affermazione di un individualismo rivolto al futuro, come accade agli artisti. A loro infatti la collezione rende omaggio, a Picasso e Cocteau, Kerouac e Pasolini. C’è dunque la noncuranza sensuale del pittore in atelier, nei pantaloni fluenti come pigiami di seta. La spericolatezza del poeta maudit nel mix ‘n’ match di stampe e motivi. I tessuti fioriscono di corolle simboliste e farfalle, broccati decadenti, voli d’uccelli.
Eppure la serie comprende capi di assertiva semplicità, perlomeno nel taglio. Il trench, la polo di grande formato, la camicia che trapela dal pull diafano sono comuni e straordinari insieme.
L’apparente cotone è invece lana sottile, la trama dell’impermeabile ricorda la rafia. E per completare l’insieme, ecco le aggiunte di derivazione sportiva: il k-way, il bomber irrinunciabile, ai piedi i sandali che si allacciano col velcro.

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