Valentino

Luca Antonio Dondi
5 luglio 2017

La sacralità prende vita sulla passerella di Valentino sotto forma di abiti couture per l’autunno-inverno 2017/2018 che incantano la platea per i dettagli precisi, i colori brillanti e i volumi severi.

Tutto il fascino e il mistero che aleggiano attorno alla Chiesa e ai suoi predicatori ispirano Pierpaolo Piccioli in una collezione austera ma romantica, semplice all’apparenza ma ricca di preziose minuzie rese possibile grazie alle centinaia (migliaia in alcuni casi) di ore di lavoro spese dalle abili sarte dall’atelier. Il coup de foudre è sulle cappe, le mantelle e gli abiti-tunica che attirano l’attenzione grazie all’innata solennità che infondono nell’aria. I dettagli in pizzo sono finemente ricamati su abiti e bluse, così come gli intarsi di cachemire e velluto arricchiscono sotto nuove forme barocche i capispalla della collezione. Minidress scollati, crop top e gonne plissé vengono smorzati da blouson a collo alto e pantaloni fluidi indossati come per attenuare la profanità di capi troppo leziosi.

E quando cala la notte, le tuniche cardinalesche si trasformano in abiti eterei di tulle e chiffon impreziositi da broccati floreali e patchwork di pizzi, rouches e volants che rendono dinamiche gonne e scolli sul décolleté. Agli stivali in pelle total white si aggiungono poi, come fossero moderni turiboli, una serie di clutch bags dalle forme zoomorfe a rappresentare i sette peccati capitali.

Una nuvola di seta rossa chiude la sfilata di Valentino lasciando gli ospiti sospesi in un limbo tra sacro e profano, indecisi e allo stesso tempo curiosi di assaporare da vicino una moda tanto rigorosa quanto libera.