Vivienne Westwood

Luca Antonio Dondi
12 giugno 2017

Ad animare una fashion week londinese altrimenti sottotono ci pensa ancora una volta la regina del punk: Vivienne Westwood non smette mai di stupire con sfilate-performance sempre del tutto inaspettate e fuori da ogni schema.

Per la primavera-estate 2018 la designer britannica mette in scena un circo – letteralmente – di acrobati e modelli che sfilano con naturalezza e si esibiscono in numeri circensi. Fil rouge che unisce i capi della collezione è, ancora una volta, l’attivismo per la sostenibilità ambientale: a finire nel mirino della Westwood è la foresta pluviale, protagonista di slogan t-shirt e di un pattern maculato che in realtà vuole riprodurre all’infinito il valore monetario globale inflazionato e sprecato di giorno in giorno. Per porre in maniera ancora più diretta l’attenzione sulla salvaguardia dell’ambiente, una serie di rifiuti plastici appaiono come incastrati nelle fishnet stockings indossate da modelle e modelli, mentre le bottigliette di acqua schiacciate fungono provocatoriamente da pseudo calzature.

Alternate alle comparse di completi formali maschili, pullover, camicie e abiti c’è poi una grafica che riproduce i quattro semi delle carte da gioco, talvolta stravolti fino a diventare simboli fallici capitanati dalla scritta “Motherfucker” o dal motto anti-spreco “Buy less, Choose Well, Make it Last”.

Chiude il défilé in bellezza la stessa Vivienne Westwood che saluta i propri ospiti presentandosi in spalla ad uno dei modelli-acrobati trovando nuovamente modo di farsi beffa di quelle convenzioni sociali dalle quali sempre (e prima di tutti) ha trovato il modo più irriverente per staccarsi.