Yohji Yamamoto

Ottavia Pomini
19 gennaio 2017

Un viaggio poetico nel workwear e nella manodopera di un tempo, un ritorno alle origini e alla normalità: l’ultima collezione autunno-inverno 2017/2018 firmata Yohji Yamamoto, presentata sulle passerelle della fashion week uomo parigina, vuole sottolineare come la working class del XIXo secolo, superficiale, complicata, sia diversa e meno autentica dalla precedente, costituita quasi interamente da uomini che dedicavano mente, corpo e sforzi fisici ai propri lavori.

L’uomo Yamamoto è un guerriero e un duro lavoratore, interpretato in passerella non solo da modelli, ma anche da uomini comuni di tutte le età, che indossano capi dai maxi volumi e dalle maxi silhouette disordinate, outfit languidi, destrutturati e rilassati, che ricordano le uniformi da lavoro degli operai di una volta. Sfilano maxi cappotti di velluto reversibili declinati nei toni ciliegia e viola, maxi camicie e maxi tute dai pattern selvaggi. Nella line up compaiono inoltre giacche solenni portate su tablier di lana grezza, pantaloni con molteplici tasche, aperture zippate e una serie di mantelli neri. Ai piedi boots da lavoro cinghiati.

Lo slogan “The Times Are Changing Too Fast”, riportato sul lato di un lungo cappotto, è ciò che meglio riassume l’essenza della collezione: anche se i tempi e il nostro modo di vivere mutano velocemente è importante ricordare e custodire le nostre radici, là dove tutto è iniziato.