Yohji Yamamoto

Valentina Nuzzi
6 marzo 2015

Per il prossimo autunno-inverno Yohji Yamamoto torna a sfogliare le pagine del suo immenso archivio, dando vita ad una collezione che coniuga sapientemente teatralità e semplicità. A 40 anni dal suo debutto sulle passerelle parigine – celebrato con un libro, “Yamamoto & Yohji”, edito da Rizzoli – il designer giapponese continua ad essere tra gli astri più brillanti della settimana della moda d’oltralpe. All’origine di questa collezione vi è una profonda fascinazione per l’armonica praticità con la quale venivano annodati i drappi di tessuto nell’Antica Grecia: un rito ormai dimenticato che il designer riporta alla luce in versione dark: in passerella domina ancora una volta la nuance assoluta del nero, interrotta solo saltuariamente da pennellate di bianco, argento, viola, blu elettrico e ruggine. Le forme sono ampie e rilassate e tra i molti look che rasentano l’androgino non mancano due abiti in pizzo, emblema di una ritrovata femminilità. Il momento cult in passerella è tuttavia rappresentato dagli abiti-scultura, a metà strada tra moda e opera d’arte, che si sposano perfettamente con la location scelta per il défilé: il Centre Pompidou, mecca dell’arte moderna situata nel cuore della capitale francese.

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