Zuhair Murar

Jennifer Courson Guerra
25 gennaio 2017

La passerella di Zuhair Murar esplode in migliaia di fuochi d’artificio. La collezione del couturier libanese, ispirata al celebre Miyajima Water Fireworks Festival , è un inno a una certa opulenza scoppiettante che strizza l’occhio agli anni ’80, fatta di volumi extra, maxi fiocchi e satin duchesse. E quando il motivo “fuochi d’artificio” non è racchiuso in un ricamo o in una stampa, gli abiti sembrano comunque pensati per le occasioni che li richiedono.

Lo stilista dice di essersi ispirato alla serie di culto Dinasty, ed effettivamente le spalline imbottite non smentiscono questa intuizione. Murad pesca un po’ dal Valentino degli anni d’oro, molto del vecchio Jean Paul Gaultier: grandi fiocchi, scolli a punta, vite avvitate, drappeggi. Di suo aggiunge i soliti preziosi ricami e le complicate sovrapposizioni di gonne e sottogonne.

Anche i tailleur pantalone presentano il leitmotiv della collezione, giocando con silhouette e linee contrastanti. Chiude la sfilata, come sempre, l’abito bridal, che questa stagione si fa davvero esplosivo con la tiara incastonata di brillanti fuochi d’artificio. Murad osa con il colore, unendo ai classici bianchi e neri rossi, fucsia, lilla, verdi e blu. Con l’America appena entrata nell’era Trump, ecco il ballo del 4 luglio in versione couture.