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Sgarbi vs Maicol. Una partita persa: vince Maicol!

staff
27 maggio 2011

Oggi mi perdonerete se non parlo propriamente di moda, ma di costume. E non di quello da bagno.
“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, si diceva un tempo. Ora si dice “dimmi che programma guardi e ti dirò quanto idiota tu possa essere, in scala da 1 a 10”.
Perché dico questo? Da dove nasce questa mia riflessione? Dal fatto che ultimamente siano stati chiusi due programmi, uno in Rai e uno a Mediaset. Uno con dei contenuti interessanti e l’altro assolutamente demenziale: parlo di “Ora ci tocca anche Sgarbi” e “Human take control”. Entrambi sospesi per scarso ascolto.
Per un verso sono incattivita, per l’altro sono sollevata. La chiusura del secondo format è una salvezza per tutti coloro che ancora, dopo undici anni di Grande Fratello, di Isola dei Famosi e di altri reality di ogni sorta, siano stati così abili da mantenere ancora un minimo di buon senso che li porti a discernere un programma decente da quelli al limite del civile.
Ma perché a voi pare civile tenere quei sette, dieci (insomma più sono e più la situazione si fa grave) reietti chiusi in stanze bianche non arredate, sottoponendoli a prove umilianti, facendo decidere al pubblico se possono mangiare, fumare, dormire, respirare? Con addosso delle oscene tutine fosforescenti! Già a me pare assurdo che ci sia stato un soggetto che abbia potuto concepire questo progetto folle, ma ancora più grave è che abbia veramente creduto che potesse essere vincente. Vincente un corno! Cretino! A confronto, l’idea incendiaria di Nerone mi sembra quasi lodevole! Vogliamo andare ancora più in basso? Allora pensate a quegli omuncoli disperati e malati di notorietà che hanno anche accettato di farsi complici. E chi ci è andato di mezzo? Ovviamente noi poverini che cerchiamo di preservare la nostra sanità menatale a dispetto di una società che ci vorrebbe tutte “capre” omologate al sistema.
Per lo meno al tempo del circo de “La Pupa e il Secchione”, lo spettatore non ancora inebetito, poteva tutto sommato trarne dei messaggi positivi. Alle ragazze si diceva tra le righe “Se vi ostinerete a passare più tempo dall’estetista, sotto una lampada o dal parrucchiere invece di avere a che fare con Dante o Giolitti, rischierete di diventare come loro: come queste quattro galline. E voi non lo volete, vero? “. Ai secchioni si diceva invece: “Fatti una vita sociale, cercati degli amici. Insomma, vivi! Così almeno avrai la possibilità di trovare una ragazzina che ti ami. E accontentati se ci riesci, anche se non è tanto carina perché tanto una bona come quelle te la sogni comunque!”. Io, quindi, ci avevo visto qualcosa di non del tutto negativo.
Continuiamo con il “Grande Fratello”. A mia cugina che mi accusava di non perdermi una puntata, ho più volte risposto che quello è il più riuscito esperimento sociologico dell’ultimo secolo: metti insieme 10 cretini, cerca di indovinare chi è il più cretino, perché sicuramente sarà il vincitore, e vedi come cercano di sbranarsi tra loro. Il più delle volte, mentre guardavo la diretta, la mia faccia assumeva delle strane espressioni. Espressioni di vergogna. Perché IO mi vergognavo per loro. Per il basso livello al quale erano in grado di giungere. Dall’altra parte, però, accrescevo la mia autostima, rendendomi conto che c’era qualcuno più in basso di me.
E una molto più in basso di me, sapete chi è? La D’Urso. Dalla Dottoressa Giò alla Dottoressa Giò-isco per gli ascolti “perché voi mi permettere di entrare nelle vostre case” il salto è stato breve! Lei, che è una giornalista, continua ancora a propinarci i partecipanti del gf con il loro parentado annesso e connesso. Cosa volere di più? Nulla.
E invece “Ora ci tocca anche Sgarbi”. Ma no! Che noia! Io che volevo vedere Maicol che zampettava cantando Britney Spears! Dovrò sentire quel fanatico parlare di Paolini. Chi è poi questo Pasolini? E dopo questo, me lo dovrò sorbire mentre parla di quadri, di cappelle, di affreschi, di restauri; quando a me l’unico restauro che interessa è quello di questa primavera dal chirurgo! Ma pensa te! Caro Sgarbi io ti ho visto qualche volta nel salotto “male arredato” di Barbara e mi stavi anche simpatico. Ma adesso che fai il noioso su Rai 1, mi deludi!
Detto questo, Caro Sgarbi, tu che come dice Morgan “hai il Verbo dalla tua” rassegnati all’idea che l’unico verbo che l’Italia dei reality conosce è RINCRETINIRSI, perché è quello che fanno tutti dalla mattina alla sera. Se poi ti può essere di conforto: forse saremo in pochi -pochissimi- ma noi una persona colta, se pur a volte burbera, ce la sorbiremmo molto volentieri, mentre parla di letteratura e di arte. E anzi gradiremmo ce ne fossero di più, magari mandando La D’Urso, la Marcuzzi e compagnia bella su una permanente “Isola dei Famosi”!

St.efania