Leggere insieme

Sherlock, Lupin e io: Irene Adler

Marina Petruzio
9 agosto 2014

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Il sesto capitolo della serie Sherlock Lupin & io, Le ombre della Senna, scritto a quattro mani da Pierdomenico Baccalario e Alessandro Gatti sotto lo pseudonimo di Irene Adler per Piemme, Il battello a Vapore, riconduce il lettore nella Parigi del 1871.
La guerra di Prussia sta per concludersi, Parigi non è ancora una città sicura ma gli Adler decidono di far riaprire il loro vecchio appartamento in Rue du Bac per provare a tornare, almeno per una settimana, a vivere come prima.

Tre ragazzi straordinari, dai nomi altisonanti, tre menti che segneranno la storia del crimine.
Di provenienze differenti diventeranno amici inseparabili anche se il destino vorrà cose diverse per ognuno di loro. Giovani investigatori uniti dalla passione per il mistero nel quale si trovano quasi senza volerlo sono: Arsène Lupin, figlio di Theophraste Lupin col quale cresce, lontano dalla madre – una nobildonna parigina che vede assai di rado – in un ambiente ambiguo ai limiti della legge ma sicuramente affascinante e mai scontato.
Arsène sospetta da sempre che il padre oltre ad essere un artista da circo, acrobata e atleta, sia un ladro anche se di questo preferisce non accennare mai neppure ai suoi due amici fidati.
Cresce così, abituato a cavarsela, intelligente e scaltro, una pantera, un equilibrista, un pirata gentiluomo: questo in fondo era e sarebbe stato.

Che cos’è successo a mio figlio?
Lupin sembra essere scomparso da tre giorni, unici indizi un indirizzo, Rue du Bac 8 – lo stesso degli Adler! – dove dice di recarsi a cena e un paio di scarpe da sera in pelle nera…

Differente l’amico Sherlock Holmes, elegante, gentiluomo dalle maniere perfette, acuto osservatore, maniaco del particolare. Tutto sembra parlare attorno a lui, gli oggetti sembrano aver da raccontare segreti a volte inquietanti. Anche entrando in un ambiente sconosciuto nulla sfugge alla sua dabolica mente che analizza, cataloga, e tesse reti dalla logica ineccepibile.

Una barca brucia sotto il ponte di Austerlitz. Un ponte di funi trattenuto da ganci e carrucole corre sospeso sull’acqua sotto quello ben più imponente di pietra, e porta dall’altra parte della Senna inosservati, avvolti dalla nebbia a pelo dell’acqua, celati dagli occhi del mondo di sopra. Il barcone è riverso su un fianco ancora fumante: tre sere prima una banda rivale gli ha appiccato fuoco, all’interno il famigerato Ascanio capo dei Battellieri in aperto e sempiterno contrasto con le Braghe Rosse. Incagliato o trattenuto da San Cristoforo il protettore dei bambini e di chi attraversa il fiume, la sua effige corrosa dalle acque troneggia seminascosta nella campata centrale del ponte contornata da ex voto, bambole di legno lasciate in pegno, candele votive accese e consunte. Se così fosse, allora la faida non sarebbe ancora chiusa nonostante la morte di Ascanio?

E Irene… consegnata in fasce a Geneviève e Leopoldo Adler dalla sua vera madre, Sophie, una contessa boema, che preferisce separarsi da lei dopo la morte violenta del marito per mano di cospiratori che ora la cercano per riservarle la stessa sorte.
Rossa, dai capelli bizzarri divisi in ciocche arrotolate, Irene cresce a Parigi adorando il padre Leopoldo e sebbene in conflitto con Geneviève, amandoli entrambi sicura del loro amore.
Donna atipica per il suo tempo, scaltra e per nulla sottomessa ha due importanti particolarità: la prima è che le persone si fidano naturalmente di lei, dote che, in una Parigi scossa da sommosse di vario genere, le tornerà molto utile; l’altra si chiama Signor Nelson suo fedele ed onnipresente maggiordomo.

Un gancio di ferro da macellaio trafigge un brandello di stoffa rossa su cui è stato scritto: se ti muovi o chiami aiuto, lui muore.
E Sherlock osservò: Puzza di pesce…

Sherlock, Lupin & io: Le ombre della Senna
di Irene Adler
Ed.: Piemme
Collana: Il Battello a vapore
Euro: 16,00
Età di lettura: dai 10 anni

Marina Petruzio


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