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Arte

Shooting Milano: l’arte interpreta la città dell’Expo

Luca Siniscalco
7 dicembre 2013

L'ora blu - 170x170

Milano è “città che sale”. E pure che scende, nell’intricato groviglio urbano che avviluppa il centro abitato, da sempre cantiere aperto di palazzi, ma anche di sogni e di idee.

La descrizione di questo panorama in fieri è oggetto precipuo di una interessante mostra collettiva, Shooting Milano, organizzata da Bagmilano Gallery, Undergallery e Artmethod con il patrocinio della Regione Lombardia. Inaugurata il 3 dicembre, l’iniziativa curata da Mario Manduzio ha ottenuto un successo immediato notevole. Il positivo riscontro da parte del pubblico è stato confermato dal nutrito numero di partecipanti all’inaugurazione e dal fascino generalmente percepito. A colpire è indubbiamente l’attualità di un progetto che pone al centro della propria attenzione la natura proteiforme della città di Milano, la cui tradizione storica e culturale di ponte fra prospettive e fenomeni eterogenei diviene metafora di una progettualità diretta a coniugare passato e futuro nell’attimo sfuggente del presente. A essere protagonista è dunque una città inscindibile dalla cultura e dall’arte che la sorreggono simbolicamente; centrale è parimenti la capitale italiana della moda e del design, la metropoli dal traffico tentacolare interrotto da brecce di silenzio e raccoglimento. Vertice dell’architettura contemporanea, dominata da una evidente ma affascinante discontinuità del tessuto urbanistico, Milano è iconografia di uno stile cittadino unico, capace di informare una percezione peculiare del rapporto sussistente fra cittadino e mondo in cui si trova ad essere gettato. É su tale attitudine di “milanesità” che sono puntati i riflettori di questo shooting della città, dove i moltissimi artisti coinvolti nella retrospettiva diventano punti di luce su un unico tema, la cui profondità viene riportata dalla sintesi dell’ampio spettro di visioni presentate.

foto 3

La proposta di Undergallery, suddivisa in tre sezioni (Iconic, Ironic, Street), ricostruisce la dimensione dell’alterità e della contraddizione di Milano in un florilegio di stili diversi, dalla tela all’installazione, dalla fotografia al video documentario, dal figurativo all’astratto, dalla descrizione statica alla rappresentazione dinamica, dall’ironia irridente alla contemplazione assorta. Maurizio Gabbana, Emanuele Dottori, Svetlana Nikolic, Max Papeschi e Franz Preis sono solo alcuni degli artisti proposti dalla galleria.

HouseTrain

Bagmilano Gallery struttura invece una presentazione dedicata a sei artisti che del capoluogo lombardo rivelano la potenza espressiva ed insieme i lati più intimistici: Annalisa Fulvi, giovanissima artista classe 1986; Marco Piersanti, maestro dell’arte digitale con cui crea cortocircuiti fra natura e ambiente urbano; Katia Dilella, la cui ricerca è cura di luoghi di nessuno, e pertanto, di tutti; Gianrico Agresta, autore di immagini oniriche e trasognate; Domenico Marranchino, superbo trasfiguratore del dinamismo urbano (si vedano gli articoli da noi dedicatigli:  www.luukmagazine.com/it/lavori-in-corso-nella-milano-di-marranchino e www.luukmagazine.com/it/stretti-fra-le-spire-di-domenico-marranchino); Saverio di Spirito, esperto di icone Pop.

olio su tela 2013 cm 198 x 140 Architetture urbane

Prospettive diverse, dunque, per un unico obiettivo: avvicinarsi alla comprensione di una città che è sulla bocca di tutti e spesso giace incompresa, tradita nel livellamento della sua stessa molteplicità.

Apertura al pubblico dal 4 dicembre 2013 al 21 gennaio 2014,
da lunedì a venerdì, dalle ore 14,00 alle 19,00.
La mostra resterà chiusa nei giorni:
25, 26 e 27 dicembre 2013, 1 e 6 gennaio 2014
Milano, Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia, via Galvani 27
Ingresso gratuito

Luca Siniscalco


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