Sindacati in piazza: ”Manovra va cambiata”

staff
12 dicembre 2011


Sciopero generale di tre ore di Cgil, Cisl, Uil e Ugl contro la manovra del governo Monti dopo il nulla di fatto all’incontro di ieri sera con il premier. A Roma, a partire dalle ore 16, a Piazza Montecitorio si è svolto un presidio delle tre sigle sindacali al quale hanno partecipato i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
“Non rinunceremo mai all’idea che la manovra vada cambiata” perché “fa male all’intero Paese”, dal momento che “le misure che contiene lo porteranno sempre più in recessione”, ha detto la Camusso dal palco. Nessun governo, ha evidenziato il numero uno della Cgil, “può passare senza il consenso” e “la presenza dei tecnici non implica la fine delle procedure democratiche”. Per questo, ha proseguito, “non può essere il governo a dettare l’agenda del confronto con i sindacati”.
Camusso, quindi, ha fatto riferimento alle parole spese da Monti in merito ai margini per apportare correzioni al testo approvato dal Cdm. “C’è differenza tra dire che non si deve cambiare la struttura della manovra e dire che non debbano essere modificati i saldi. Perché i saldi si possono onorare anche in altro modo”, ha osservato.
Il leader della Cisl Bonanni da parte sua ha rivolto un appello al capo dello Stato, Giorgio Napolitano: “Siamo d’accordo che la manovra sia rigorosa ma deve essere anche equa”, ha sottolineato.
Mentre il leader dell’Ugl, Giovanni Centrella, ha annunciato: “Siamo pronti a una grande manifestazione se il governo non ci ascolta”. Lo sciopero unitario “dimostra la maturità del sindacato e di tutti i cittadini, del ceto medio basso italiano”, ha poi aggiunto.
Davanti alla Camera, dove la commissione Bilancio discute gli emendamenti alla manovra si sono riunite un centinaio di persone con le bandiere di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Tra i cartelloni anche uno firmato dall’Italia dei valori e qualche bandiera di Rifondazione comunista. Domani il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, incontrerà i rappresentanti dei sindacati per parlare della manovra.
Manifestazioni e cortei si sono svolti oggi in tutta Italia. A Torino migliaia di lavoratori hanno partecipato oggi al presidio unitario davanti alla Prefettura, organizzato da Cgil Cisl Uil. In piazza oggi anche la Fiom , che ha proclamato 8 ore di sciopero nell’ambito delle iniziative organizzate dai sindacati contro la manovra. I metalmeccanici della Cgil hanno manifestato anche contro il nuovo contratto che entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Fiat.
Secondo la Fiom alla Powertrain di Mirafiori l’adesione allo sciopero è stata del 60%, oltre il 50% a Fpt Iveco, alla Microtecnica 95%, all’Alenia di Torino Caselle e all’Avio di Rivalta 70%, 90% all’Avio di Borgaretto, e del 100% in alcuni aziende metalmeccaniche del canavese. La Fiat ha comunicato da parte sua che in Fiat Spa e Fiat Industrial ha aderito allo sciopero circa il 13%. Questa percentuale, puntualizza il Lingotto, è inferiore allo sciopero generale Fiom del 21 ottobre.
A Genova, dove Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero di quattro ore, il corteo di protesta organizzato dai sindacati contro la manovra si è concluso sotto la Prefettura.
A Bologna è scesa in piazza solo la Cgil. Sotto le Due Torri, infatti, non si è trovato l’accordo per una mobilitazione unitaria dei confederali. La Cisl ha convocato un’assemblea nella sua sede, mentre la Uil è andata in delegazione dal Prefetto.
In Sardegna, infine, si sono svolti presidi territoriali in tutta l’isola per protestare contro la manovra. A Cagliari, dalle 9 si è tenuto in piazza del Carmine, un sit-in davanti al Palazzo del Governo con la partecipazione di delegazioni dei territori di Cagliari, del Medio Campidano e del Sulcis-Iglesiente. I segretari generali dei sindacati hanno incontrato il rappresentante del governo, il quale, secondo quanto apprende l’Adnkronos, si è impegnato a trasmettere a palazzo Chigi le richieste dei sindacati in merito alla manovra.

 

Fonte: ADNKronos