Siria, l’Onu: ”Oltre 4.000 morti nel Paese da metà marzo, è in atto una guerra civile”

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1 dicembre 2011


E’ di oltre quattromila morti il bilancio delle violenze in corso in Siria da metà marzo, quando sono cominciate le proteste contro il presidente Bashar al-Assad. Lo ha denunciato l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay, parlando di ”guerra civile” in atto.
Si tratta, ha precisato la Pillay durante una conferenza a Ginevra, di un bilancio prudente perché l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ”ha informazioni” secondo cui i morti ”sono molti di più”. Domani è previsto un intervento della Pillay durante la riunione straordinaria del Consiglio per i diritti umani, convocata per discutere dei risultati dell’inchiesta della Commissione indipendente sulla situazione in Siria. Lunedì la Commissione ha accusato le forze di sicurezza siriane di aver commesso ”crimini contro l’umanità”.
I ministri degli Esteri dell’Unione Europea, “alla luce della continua e brutale repressione in Siria, hanno deciso oggi ulteriori sanzioni” contro il regime di Damasco.
“Queste nuove misure – si legge nelle conclusioni del Consiglio affari esteri – riguardano il settore energetico, finanziario, bancario e commerciali” e colpiscono altri individui ed entità “coinvolti nella violenza o che sostengono direttamente il regime”.
Nel documento, nel quale si ribadisce “nei termini più forti la condanna per la brutale repressione”, l’Ue esprime poi il suo sostegno agli sforzi della Lega araba per mettere fine alle violenze e per “fornire protezione ai civili, dispiegando una missione di osservatori sul terreno” ed esprime apprezzamento per “la sua decisione significativa di imporre sanzioni contro il regime siriano”.
Infine, dopo essersi detta “estremamente preoccupata per il deterioramento delle condizioni di vita del popolo siriano in alcune località coinvolte dai disordini” e aver rinnovato l’appello a Damasco a permettere l’accesso delle agenzie umanitarie, l’Ue ribadisce “il forte sostegno al popolo siriano ed incoraggia l’opposizione a creare una piattaforma unita”, continuando a lavorare con la Lega Araba per una transizione democratica.
Anche gli Stati Uniti rafforzano le già dure sanzioni nei confronti della Siria, mentre aumenta la pressione internazionale sul regime di Damasco. Il dipartimento del Tesoro ha varato delle misure nei confronti di Muhammad Makhluf, che è lo zio di Assad e suo principale tesoriere, e il generale siriano Aus Aslan. Le sanzioni colpiscono anche due compagnie finziarie controllate dal governo.

 

Fonte: ADNKronos