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Sonia Bergamasco: 10 cose da sapere sulla madrina del Festival di Venezia

Virginia Francesca Grassi
22 agosto 2016

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Dal teatro al cinema, dalla musica alla poesia, dalla commedia al dramma: una carriera poliedrica quella di Sonia Bergamasco, che dal 31 agosto al 10 settembre sarà la madrina della 73esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.
In attesa di vederla calcare la Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido in occasione della cerimonia di apertura e di chiusura della kermesse, ecco tutto quello che dovete sapere su di lei!

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1 – Classe 1966, meneghina doc, Sonia si è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio Giuseppe Verdi e in recitazione presso la Scuola del Piccolo. Il suo impegno nel teatro l’ha vista debuttare nell’Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler, lavorando poi con registi del calibro di Carmelo Bene, Massimo Castri e Glauco Mauri. Nel 2015 è stata regista e interprete dell’adattamento teatrale del capolavoro di Irène Némirovsky, Il ballo, che ha portato sul palcoscenico del Franco Parenti.

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2 – È proprio in teatro, sul set di Elettra, che ha conosciuto l’uomo della sua vita, Fabrizio Gifuni: “Con Fabrizio, abbiamo recitato per molti anni in teatro – ha raccontato l’attrice – Poi siamo complici, ci consigliamo sui vari progetti che capitano e discutiamo come una qualsiasi coppia“. Nel 2000 i due si sono sposati e presto sono arrivate due figlie: Valeria e Maria, di 12 e 10 anni. “Non sento di essere speciale, sono come tanti milioni di donne nel mondo che riescono a fare miracoli. Ho solo la fortuna di fare, in più, un lavoro che amo e questo mi aiuta, mi dà sempre energie nuove. Un mestiere bello ma che è anche molto difficile e duro. Spesso lo si immagina nel suo lato più frivolo, ma in verità è un lavoro complicato, delicato e faticoso. Dalla mia parte ho proprio che mi piace“.

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3 – “Quegli occhi da elfo, quel Mozart nella voce“: questo amava di Sonia il maestro Giuseppe Bertolucci. Fu proprio lui a portarla per la prima volta sul grande schermo nel 2001, facendole interpretare il ruolo di Sofia, l’attrice tradita de L’amore probabilmente.
“La mia “prima volta” alla Mostra di Venezia è stata con il film L’amore probabilmente di Giuseppe Bertolucci, grande artista con cui ho collaborato anche a progetti teatrali – ha raccontato l’attrice in un’intervista – Ricordo ancora la proiezione in sala, il sentimento di stupore quasi infantile, l’emozione provata in quell’occasione. Sono tornata più volte, negli anni, alla Mostra di Venezia e quello stupore si è sempre rinnovato, con la consapevolezza di condividere un rito contemporaneo di grande forza e di abitare uno spazio di incontro e di confronto artistico fondamentale”.

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4 – Ma è nel 2003 che Sonia si fa notare dal grande pubblico interpretando la giovane brigatista Giulia in La Meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, ruolo che le varrà il Nastro d’argento 2004 come miglior attrice protagonista.

5 – Al cinema lavora anche con Bernardo Bertolucci in Io e te, film liberamente ispirato al romanzo di Niccolò Ammaniti, con Giuseppe Piccioni in Giulia non esce la sera, con Silvio Soldini nel cortometraggio D’estate e con Franco Battiato in Musikanten e Niente è come sembra. Per De Gasperi, l’uomo della speranza di Liliana Cavani ottiene nel 2005 il Premio Flaiano come miglior interprete, mentre nel 2014 viene insignita del Premio Duse per il suo lavoro d’attrice.

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6 – Una carriera impegnatissima, dunque, che l’ha vista però accettare anche ruoli decisamente più leggeri, ma non per questo meno azzeccati: in Quo vado, film record di incassi diretto da Gennaro Nunzi, si è trovata accanto a Checco Zalone nel vestire i panni della dottoressa Sironi, inflessibile dirigente del Ministero del Lavoro con la missione di tagliare più posti possibili, che l’ha portata alla candidatura ai David di Donatello come miglior attrice non protagonista.

7 – La Bergamasco ha voluto inoltre cimentarsi anche con il piccolo schermo, grazie alla sua partecipazione in diverse serie tv, tra le quali le acclamate Tutti pazzi per amore e Una grande famiglia di Riccardo Milani. Quest’anno, l’abbiamo poi vista interpretare Livia, l’eterna fidanzata del commissario Montalbano, alias Zingaretti, nella fortunata serie tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.

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8 – Il primo amore di questa artista versatile e talentuosa rimane comunque la musica, da sempre centrale nel suo percorso professionale. È infatti interprete e regista di spettacoli in cui l’esperienza canora si intreccia più profondamente con il teatro: la sua attività come voce cantante e recitante l’ha portata, tra le altre cose, ad esibirsi sul palco del Teatro alla Scala di Milano e del Teatro San Carlo di Lisbona interpretando Elvira nella prima mondiale dell’opera di Corghi Il Dissoluto assolto, su libretto di José Saramago.

9 –  L’amore per la cultura e il forte desiderio di spaziare attraverso diverse modalità d’espressione l’hanno portata anche a cimentarsi con la poesia, arte indissolubilmente legata alla recitazione: “lettrice affamata“, così ama definirsi, è anche scrittrice e dalla sua penna è nata una raccolta di versi, “Il quadreno”, edito da Sossella.

10 – Una donna colta e dall’animo sensibile che con il suo carattere schivo e riservato ha sempre tenuto alla sua privacy, mantenendosi lontana dai riflettori della mondanità. Sonia Bergamasco dimostra la sua personalità anche nel vestire: mai sopra le righe, sempre elegante, preferisce look dall’allure sofisticata ai classici abiti da red carpet. Anche nelle occasioni ufficiali, predilige outfit mascolini o lunghezze al ginocchio. Tra i suoi stilisti preferiti, Giorgio Armani ed Ermanno Scervino.


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