Letteratura

Sospesi tra Europa e Asia: viaggio in Turchia

staff
10 febbraio 2013

Storia, arte e paesaggi suggestivi, fanno della penisola turca un luogo magico e ricco di cultura. Dalla nascita e crescita dell’impero ottomano alle rivolte delle minoranze religiose ed etniche presenti nel Paese, la Turchia ha saputo affacciarsi al mondo occidentale, pur conservando le tradizioni millenarie che la contraddistinguono.
La cultura è un elemento distintivo di questo popolo. Parliamo in particolare una tradizione letteraria che dall’alto medioevo giunge ai giorni nostri con una continua affermazione di scrittori di fama internazionale. Ma prima di presentarvi quelli che ho reputato i più significativi tra loro, vorrei suggerire una lettura che può essere una valida introduzione all’argomento: i racconti di Marta Ottaviani, giornalista italiana che da anni svolge attenti reportage sul popolo turco e le sue mutazioni sociali. Il suo libro, edito da Mursia, si chiama “Mille e una Turchia”. Vivamente consigliato!
Il nostro percorso si addentra nei meandri della letteratura turca attraverso la penna di un’autrice nata in Francia, ma turca per origini e impeto. Si chiama Elif Shafak e il suo “La casa dei quattro venti” è una straordinaria storia in cui, con gli occhi dei personaggi, l’autrice inquadra due diverse realtà: l’occidente urbano e la periferia islamica.
Un’agrodolce storia d’amore è alla base del romanzo di Orhan Pamuk. Lo scrittore, Premio Nobel per la Letteratura nel 2006, ci presenta “Il museo dell’innocenza”, che vede come protagonista il rampollo di una famiglia altolocata che rischia di perdere la fidanzata e la fortuna per una commessa di cui s’innamora. La narrazione procede tra la mentalità a un tempo moderna e conservatrice di un uomo potente che si trova, suo malgrado, ad un comunissimo bivio.
Concludiamo il nostro breve ma intenso viaggio, con l’opera dello scrittore Yasar Kemal: “Guarda l’Eufrate rosso di sangue”, è il racconto di un pezzo di storia turca – la guerra che si combatté fra turchi e greci tra il 1919 e il 1920 – , che l’autore fa rivivere attraverso l’ombra di Vassilis, ultimo greco rimasto sull’isola delle formiche e che, nella sua qualità di fantasma, ha deciso di difenderla in nome dei suoi avi.
La Turchia dunque, appare agli occhi dei suoi stessi scrittori, uno scrigno ricco di storie da raccontare. Racconti in cui emergono i sentimenti di un popolo vivo, dominatore e dominato dalle culture più diverse. Una stella che continua a brillare, nonostante tutto.

Alessandro Giuliano

“Mille e una Turchia” di Marta Ottaviani, Ugo Mursia Editore, pp. 184.
“La casa dei quattro venti” di Elif Shafak, Rizzoli, traduzione di S. Manzana, pp. 445.
“Il museo dell’innocenza” di Orhan Pamuk, Einaudi, traduzione di B. La Rosa Salim, pp. 587.
“Guarda l’Eufrate rosso di sangue” di Yasar Kemal, Rizzoli, traduzione di S. Abramo e P. Gökpar, pp. 402.


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