Letteratura

Speciale estate: in giro per l’Europa (e oltre) con le regine del giallo

staff
24 luglio 2011

A sei anni dal fenomeno Larsson la crime story nordica non perde colpi, anzi la sua lunghissima onda travolge sempre più a sud l’Europa, vantando un infinito elenco di estimatori e pappagallini che le fanno il verso. Il boom che non conosce requie ultimamente si è catalizzato su un sottogenere particolare: lo chiamano femi-krimi, ed è una letteratura poliziesca tutta al femminile.
E dato che d’estate lettori e lettrici adorano farsi venire la pelle d’oca e sudar freddo tuffandosi tra le pagine di qualche bel thriller, ecco per voi un piccolo viaggio nell’Europa del mistery e oltre.

 

La regina del giallo svedese Liza Marklund rinfresca le nostre estati con i piacevoli brividi di “Freddo sud” (Marsilio Editore). Quarta avventura per l’audace cronista Annika Bengtzon: bella e testarda, madre indaffarata ed ex moglie tradita, una casa andata in fumo dopo un attentato, un nuovo caporedattore che la perseguita, la nostra eroina sposta le sue indagini dagli inverni gelati di Stoccolma alle afose calure estive della Costa del Sol. Per la precisione ci troviamo a Marbella dove, tra piscine e ville extralusso, il massacro della famiglia di un idolo dell’hokey dà il via ad inquietanti scoperte che legano Spagna e Svezia in un in una ragnatela di droga e corruzione. Mistero a scatola cinese, con una storia nella storia su una bimba tedesca durante il nazismo.

 

Scendiamo ora verso la Danimarca: qui a spopolare è Elsebeth Egholm, con “Il danno” (Einaudi), primo romanzo tradotto in Italia ma terzo della serie che vede come protagonista un’altra giornalista detective, Dicte Svendsen, alle prese tra efferati crimini e lessici familiari. Porto di Arhus, alcune giovani ragazze vengono trovate morte, i sospetti ricadono inevitabilmente sui turbolenti immigrati di seconda generazione che hanno popolato la zona; ossessionata dal suo passato traumatico, Dicte indaga con l’amico poliziotto John Wagner. In un crescendo elettrizzante, tra colpi di scena, chiamate anonime e incidenti d’auto, vengono alla luce verità scomode e colpevoli insospettabili. Il lettore è catturato fino all’ultima pagina da questo perfetto mistery thriller che all’indagine fonde riflessioni profonde su tematiche calde come quella della maternità, dell’integrazione sociale e dell’immigrazione.

 

Ancora più a sud nell’Europa del giallo, il bestseller della tosta Nele Neuhaus: questa biondissima signora tedesca, dopo qualche anno passato ad allevare cavalli e a lavorare nella fabbrica di famiglia, ha deciso di autoprodursi e di vendere i propri libri porta a porta. Ha spopolato e oggi, con 400 mila copie vendute in patria, il quarto libro della sua serie conquista anche l’Italia. Inquietante nella sua lucidità “Biancaneve deve morire” svela i turpi segreti di una piccola comunità montana, dando voce “all’orrore che si nasconde dietro la normalità”. Dopo dieci anni di carcere per l’omicidio di due ragazze (una è la Biancaneve del titolo), Tobias Sartorius torna nel piccolo paese di Altenhain a raccogliere i cocci di una vita distrutta e ad affrontare l’odio cieco dei compaesani. Ma quando il corpo di una delle ragazze viene ritrovato, gli investigatori Oliver von Bodenstein e Pia Kirchhoff, decidono di riaprire il caso.

 

Certamente vale la pena fare una capatina anche oltreoceano. Ad attenderci le avventure della mitica Kay Scarpetta che dal 1994 ad oggi hanno mozzato il fiato a migliaia di lettori. In “Autopsia virtuale” la nostra anatomopatologa è alle prese con un nemico implacabile, i fantasmi di un passato mai sopito, un quadro di indizi contraddittorio, dossier mancanti, pedinamenti e insetti-telecamera. Nel centro di cui Kay è a capo un giovane uomo creduto morto e custodito in una cella frigorifera viene ritrovato in un lago di sangue, con agghiaccianti lesioni interne; inoltre il vicecapo del centro, Jack Fielding, è scomparso nel nulla. In gioco, dunque, non c’è solo la sicurezza nazionale, ma anche la vita privata e professionale della maga delle autopsie. Una piacevole sorpresa è il ritorno all’uso della prima persona, con cui la Cornwell restituisce spessore, complessità emotiva e capacità di coinvolgere al suo personaggio.

 

Infine torniamo a casa nostra con “Il carnefice”, l’esordio decisamente sopra le righe di Francesca Bertuzzi. Classe 1981, dopo la Scuola Holden di Torino e i primi passi nel mondo del cinema, l’autrice scava nei torbidi segreti della provincia abruzzese, che qui assume le tinte forti di un Texas da B-movie. Il romanzo di punta dell’estate Newton Compton se da una parte pecca di poca originalità – l’africana Denny sulle tracce della sorella creduta morta si imbatte nel marcio delle alte sfere ecclesiastiche, tra prostituzione e traffici di bambine – dall’altra si vale di un ritmo serrato, scene adrenaliniche e atmosfere pulp. Degno di nota il personaggio della misteriosa dark lady Bonnie: con il suo inseparabile spinello di hashish in mano, questa femme fatale che sembra uscita da un fumetto o da un film di Tarantino intriga e sorprende, oscurando quasi del tutto la protagonista.

 

Virginia Grassi


“Freddo sud” di Liza Marklund, Marsilio, traduzione di Laura Cangemi, pp. 512.
“Il danno” di Elsebeth Egholm, Einaudi, traduzione di Bruno Berni, pp. 392.
“Biancaneve deve morire” di Nele Neuhaus, Giano, traduzione di Emanuela Cervini, pp. 544.
“Autopsia virtuale” di Patricia Cornwell, Mondadori, Annamaria Biavasco e Valentina Guani, pp. 372.
“Il carnefice” di Francesca Bertuzzi, Newton Compton, pp. 288.


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