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Letteratura

Speciale strenne: cadeau letterari per lei

staff
4 dicembre 2011


A Natale, unite l’utile al dilettevole: risolvete una volta per tutte l’ansia dei doni da mettere sotto l’albero regalando – e regalandovi – un libro.
Dopotutto, nel freddo periodo invernale cosa c’è di meglio che immergersi tra le pagine di un buon libro (possibilmente accompagnati anche da un bicchiere di vino), mentre fuori fa freddo e magari nevica?
Stimolanti, economici e soprattutto per tutti i gusti; se non sapete cosa scegliere Luuk Magazine vi da una mano, accompagnandovi per tutto il mese di Dicembre con tantissime idee che certamente soddisferanno ogni tipo di lettore.
Oggi partiamo dalle donne della nostra vita: madri, sorelle, figlie, amiche, zie…ad ognuna il suo!

 

Per le fanciulle più spregiudicate,
consigliamo “Amber” di Kathleen Winsor, pagine annoverate tra le più scandalose nella Storia. Con questo titolo Beat edizioni inaugura la sua nuova collana di classici, Superbeat, riportando alla luce il romanzo che ha segnato un’epoca. Uscito nel 1944 “Forever Amber” di Kathleen Winsor porta in scena una trasgressiva, caparbia, indimenticabile eroina. L’orfana Amber St.Claire dalla campagna fugge nella grande Londra, dove finisce in carcere, impara a rubare, diventa l’amante di un ufficiale e poi un’attrice, sposa un nobile galantuomo, finendo addirittura tra le lenzuola reali e approdando, infine, in America, terra di nuove opportunità. Una protagonista di tal fatta non poteva che infastidire i benpensanti dell’epoca: nonostante i numerosi tagli che lo epurarono dalla scene più scabrose, infatti, fu condannato dalla Chiesa Cattolica e vietato in 14 Stati americani per – citando il Procuratore Generale del Massachusetts – «70 riferimenti a rapporti sessuali, 39 gravidanze illegittime, 7 aborti, 10 immagini di donne nude poste davanti a uomini». Amore, avventura e colpi di scena, ma soprattutto l’emancipata, anticonvenzionale, intraprendente Amber, divenuta simbolo della ribellione di tutte le donne.

 

Le nostre amiche intellettuali, che amano i saggi e le disquisizioni sulla buona scrittura,
potranno essere viziate da uno degli ultimi arrivati in casa Minimum Fax: “Perchè scrivere” della pluripremiata Zadie Smith che, dopo il celebre “Denti bianchi” (2001), ancora una volta afferma la propria autorevolezza come saggista. Nel volume sono contenuti “Perché scrivere”, testo di una conferenza tenuta nel giugno 2011 in occasione del Premio Vallombrosa-Von Rezzori e “Il fallimento riuscito”, originariamente pubblicato sul Guardian. Le parole della scrittrice aprono le porte ad una riflessione sottile che, a partire dalle considerazioni più ampie sulla cultura contemporanea – frenetica, vetrinizzata, consumistica, globalizzata –, arriva ad interrogarsi su quale sia il ruolo dello scrittore, sulla funzione sociale del libro, su cosa sia l’onestà intellettuale al giorno d’oggi. Un pensiero acuto, profondo, ma chiaro e accessibile a tutti, una provocazione diretta al mondo intellettuale, un illuminante vademecum sul mestiere dello scrittore.

 

Che siano madri intraprendenti o ragazzine curiose, purchè abbiano un’anima viaggiatrice,
per loro consigliamo “Tokyo sisters” (edito da ObarraO). Un acuto reportage a quattro mani – scritto dalle giovani giornaliste, Raphaëlle Choël e Julie Rovéro-Carrez, dopo un periodo di permanenza nella capitale – svela l’anima nascosta dell’universo femminile giapponese. Una guida antropologica per orientarsi tra le molteplici identità delle abitanti della metropoli, oscillanti tra l’ossequio nei confronti della tradizione e la spinta verso la modernità. Pronte a fare follie per una borsa griffata, ma capaci di reiventare il proprio look in maniera più cheap, concentrate nella ricerca di un compagno e nel mettere su famiglia, ma anche lavoratrici indipendenti e viaggiatrici esperte: le donne del Sol Levante non ricalcano più i vecchi stereotipi di remissiva sottomissione a cui l’opinione pubblica ci ha abituati. Brillanti e scorrevoli, queste pagine affrontano i temi della moda, del corpo, della sessualità, dello svago, attraverso la voce diretta delle sue protagoniste. E ce le raccontano: un po’ geishe, un po’ fashion addicted, un po’ bamboline manga, un po’ bad girls, le “Tokyo sisters” vanno proprio scoperte.

 

Un’amica sensibile, poetica e magari anche un po’ malinconica,
non potrà che apprezzare la grande Alda Merini. A due anni dalla morte, Einaudi dedica un tributo alla poetessa dei navigli milanesi pubblicando “Poesie e satire”. Grazie al Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia, Giuseppe Zaccaria porta in libreria tre piccole gemme: un’edizione privata del 1981, laconicamente intitolata “Poesie”, stampata a ciclostile e curata nei minimi dettagli dall’autrice stessa, che alterna poesie già pubblicate in precedenza a componimenti inediti; una seconda raccolta risalente al 1986, “Satire”, che è circolata clandestinamente solo tra i suoi amici più cari; un’appendice di brevi prose tematiche, istantanee di vita quotidiana che ritraggono la natura più autentica della Ripa di Porta Ticinese. Una collezione che amplia il corpus poetico della Merini, mostrandocela intenta nel lavoro di editor di sè stessa, ma sempre immersa in quell’universo di quartiere a cui è rimasta fedele fino alla fine dei suoi giorni.

 

Per le ragazze più modaiole,
la prima autobiografia di Inès de la Fressange “Professione mannequin”, pubblicata da Dalai Editore. Al suo secondo libro, la celebre modella – ma non solo – si mette a nudo ripercorrendo trent’anni di haute couture. Con la franchezza che l’ha sempre contraddistinta e senza mai prendersi troppo sul serio («L’ho già detto: fare la modella significa essere un buon appendino»), Inès si racconta, tra successi e delusioni. L’infanzia passata con il fratello e la nonna (erede della banca Lazard), le aspirazioni giovanili – e chi l’avrebbe mai detto che si vedeva avvocato o psichiatra infantile! –, il primo servizio fotografico, gli storici scatti di Oliviero Toscani, il contratto esclusivo con Chanel nell’83, il passaggio da musa di Karl Lagerfeld a Marianne de France nell’89, l’avventura come ambasciatrice di Roger Vivier. Una mannequin irriverente, anticonformista , sempre con il sorriso sulle labbra, che è riuscita ad infrangere tutti gli stereotipi della moda, sapendosi reinventare di continuo nella sua carriera e diventando un’autentica icona di stile ed eleganza.

 

Infine, per le romantiche,
ecco il romanzo d’amore di punta dell’inverno Newton&Compton: “Un diamante da Tiffany” firmato dall’ex collaboratrice esterna di “Vogue” Karen Swan. Cassie ha appena visto andare in fumo il proprio matrimonio, stroncato nella sua apparente perfezione da un terribile segreto; cosa può fare, dunque, se non rifugiarsi dalle sue amiche? Fashion, brillanti, positive, le tre mitiche Kelly, Anouk e Suzy, la ospitano e la portano alla scoperta di un mondo caramellato e divertentissimo, ricco delle esperienze più disparate e in grado di fare emergere un lato di Cassie che nemmeno lei stessa conosceva. Tra l’atmosfera glamour della Grande Mela, la seduzione della Ville Lumière e la frenesia londinese, la nostra protagonista comincerà una nuova vita. Intanto, si dipana un piccolo mistero: in ogni città qualcuno che sembra conoscerla molto bene le lascia una lista di cose da fare e le regala dei semi di fiori, ogni volta diversi, da piantare e far crescere, come in un romantico messaggio cifrato. Il passato ritornerà con la tanto attesa scatolina azzurra?

 

Virginia Grassi


“Amber” di Kathleen Winsor, BEAT edizioni, traduzione di Luciana Agnoli Zucchini, pp. 880.
“Perchè scrivere” di Zadie Smith, Minimum Fax, traduzione di Martina Testa, pp. 75.
“Tokyo sisters” di Raphaëlle Choël e Julie Rovéro-Carrez, ObarraO edizioni, traduzione di Giusi Valent, pp. 200.
“Poesie e satire” di Alda Merini, Einaudi, a cura di Giuseppe Zaccaria, pp. XXII – 103.
“Professione mannequin” di Inès de la Fressange, Dalai editore, traduzione di Elisabeth Zoja, pp 183.
“Un diamante da Tiffany” di Karen Swan, Newton&Compton editori, traduzione di Rossella Visconti, pp. 512.


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