Advertisement
Cinema

Spiderman Homecoming: un uomo ragno di quartiere

Michela D'Agata
13 luglio 2017

Uscito nelle sale giovedì 7 luglio, il secondo reboot della saga di Spiderman, diretto da Jon Watts, ha già conquistato il box office.

In Spiderman Homecoming Peter Parker non è più il giovane tormentato da un triste passato segnato dalla perdita dei genitori, né tantomeno vive più con l’anziana zia May. Nel nuovo capitolo Peter (Tom Holland) è un ragazzino irrequieto ed entusiasta, che vive con la sua giovane e vivace zia in un quartiere di Brooklyn. Nulla è raccontato sul suo passato, né su come abbia ottenuto i poteri.

Dopo l’incontro con gli Avengers, racontato in Capitain America: Civil War, e reclutato nientemeno che da Tony Stark (Robert Downey Junior), alias Iron Man, Peter è elettrizzato dalla prospettiva di una nuova avventura e aspetta ansiosamente la loro chiamata per partecipare alla prossima missione.

Una chiamata che tarderà ad arrivare: Peter, annoiato dalla quotidianità ma soprattutto sentendosi escluso dal mondo dei grandi, faticherà a rimanere letteralmente con i piedi per terra. Con il nuovo costume super tecnologico regalatogli da Tony Stark, che da subito ha dimostrato di avere a cuore il ragazzo, si calerà nella parte di giustiziere del quartiere. Tutto andrà per il verso giusto fino a quando il nostro eroe non si imbatterà in una pericolosa banda di criminali che contrabbanda armi potentissime fabbricate con materiale alieno rubato. Determinato a dimostrare a tutti il suo potenziale, in primis a Tony Stark, Peter si caccerà in una serie infinita di guai al fine di smascherare i criminali.

Insomma, uno Spiderman del tutto inaspettato, (forse troppo) giovane, giocoso e pasticcione e che non ha nulla a che fare con i più seriosi precedenti.

Abbandonando la dimensione drammatica e introspettiva dei precedenti film sull’uomo ragno, la pellicola si presenta come un vero e proprio teen movie dotato di grande comicità e leggerezza, che però non si tramutano mai in superficialità.

La Marvel è perfettamente riuscita a reinventare il personaggio senza stravolgerlo e ad inserirlo con estrema accuratezza nell’universo già affollato degli Avengers.

Perfettamente caratterizzato è il contesto liceale che sta stretto al nostro eroe, tra amici nerd, prime cotte e decatlhon scolastici, troverà il modo e i compagni di viaggio giusti per portare a termine la sua missione.

Ultimo ma non ultimo: il villain della situazione Avvoltoio, interpretato da un magnetico Michael Keaton, è un cattivo particolarmente ben riuscito con cui si riesce ad empatizzare e che si spera avremo modo di conoscere meglio nel proseguimento della saga.


Potrebbe interessarti anche