Fotografia

Stefano De Luigi: sulle orme di Ulisse

Alberto Pelucco
24 aprile 2013

Canakkale, Turchia marzo 2012.
Questo strano monumento in legno sorge sul
lungomare di Canakkale. Donato dalla produ-
zione del film “Troy”, viene spesso assalito da
gruppi di turisti. (c) Stefano De Luigi

 

“Narrami, o Musa, dell’eroe multiforme, che tanto/vagò, dopo che distrusse la rocca sacra di Troia/di molti uomini vide le città e conobbe i pensieri/per acquistare a sé la vita e il ritorno ai compagni/. Ma i compagni neanche così li salvò, pur volendo/: con la loro empietà si perdettero,/stolti, che mangiarono i buoi del Sole/Iperione: ad essi egli tolse il dì del ritorno./ Racconta qualcosa anche a noi, o dea figlia di Zeus/”.

Così comincia l’Odissea di Omero, uno dei poemi epici più antichi del mondo. Per commentarla numerosissimi testi sono stati scritti, come numerosissimi film hanno narrato la straordinaria epopea di Ulisse. Ma quanti si sono serviti di i-Phone per raccontarla? Proprio in questo risiede l’originalità del progetto multimediale e fotografico di Stefano De Luigi, che oggi possiamo ammirare alla Fondazione Stelline di Milano.

90 immagini, 10 video e 1 cortometraggio, tutti realizzati con due iPhone, sono il frutto del lungo viaggio intrapreso tra marzo e maggio 2012 dal reporter nato a Colonia quarantanove anni fa. In dodici tappe egli ripercorre il peregrinare dell’astuto figlio di Laerte, immortala gli stessi luoghi descritti dal poeta (o dai poeti) cui è attribuito il libro.

Tunisi, Tunisia aprile 2012.
Museo Nazionale di Cartagine.
Un grande contrasto tra passato e presente
che ancora dialogano tra loro. Una donna con
il Chador di fianco all’enorme testa della Prin-
cipessa romana; presumibilmente Faustina,
sposa di Marco Aurelio o sua figlia Lucilla. (c) Stefano De Luigi

 

Impossibile restare insensibili dinanzi alla “contraddizione” alla base del progetto: uno degli esempi letterari più antichi della storia dell’umanità è analizzato con il frutto più avanzato della tecnologia odierna. Perché questa scelta? Primo, per dimostrare che l’utilizzo di uno strumento piuttosto che un altro è importante fino a un certo punto, sia per fotografare sia per filmare. Chi scatta una foto o gira filmati, lo fa per immortalare luoghi, persone, circostanze che lasciano un segno, che impressionano, ma soprattutto le sensazioni che suscitano.

Secondo, perché, in un viaggio alla volta di Paesi come la Grecia, la Tunisia, la Turchia, il Sud Italia, è irrefrenabile il desiderio di documentare la crisi economica della Grecia, le profonde aspirazioni dei Tunisini all’indomani delle rivolte contro Ben Ali, i flussi migratori lungo il fiume Evros tra Grecia, Turchia e Bulgaria, dal 2007 una delle vie preferenziali per l’immigrazione verso l’Europa dall’Africa Mediterranea, dal Medio Oriente, dall’Afghanistan, dall’Iran, dal Caucaso.

E l’Odissea che ruolo ha in tutto questo? L’Odissea ci arricchisce di nuovi chiavi interpretative per capire la realtà economica, politica e sociale in cui viviamo oggi. Osservare la realtà moderna con gli occhi prima di uomini vissuti duemila anni fa, poi coi nostri, può aiutarci nel viaggio che intraprendiamo prima o poi per ritrovare noi stessi, il mondo in cui vorremmo sempre abitare. Questo il motivo per cui nei dieci video personaggi incontrati lungo il tragitto leggono e interpretano, nella loro lingua originale, estratti dal capolavoro omerico.

Emblematico lo scatto in cui una donna con il Chador ammira la testa dell’imperatrice Faustina, consorte di Marco Aurelio – o sua figlia Lucilla – e sembra non resistere al desiderio di tessere con lei un dialogo, a distanza di mille ottocento anni. Tra i protagonisti degli scatti non poteva mancare poi il cavallo di legno sul lungomare di Canakkale in Turchia. Ovvio tributo all’astuto stratagemma di Ulisse, in una sorta di “Ringkomposition”, una “composizione ad anello”, cioè una struttura compositiva circolare, con gli elementi iniziali ripresi alla fine, la quale ci riporta a dove tutto era iniziato: la caduta di Troia e l’inizio dei viaggi dell’eroe greco.

Alberto Pelucco

Stefano De Luigi. Idyssey – a cura di Laura Serani
14 aprile – 26 maggio 2013
Fondazione Stelline – Gallery I, corso Magenta 61, Milano
Orari:
martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Ingresso libero
Info:
Web: www.stelline.it www.adartem.it
Mail: info@adartem.it
Tel: +39 02.6597728 e 02 6596937


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