Stop ai divari salariali: nell’Ue le donne guadagnano il 16,4% in meno degli uomini

staff
17 giugno 2012

L’Europarlamento chiede parità di retribuzione tra donne e uomini e invita la Commissione a rivedere la direttiva 2006/54/CE che ha contribuito al miglioramento della situazione delle donne nel mercato del lavoro, ma non ha cambiato in modo sostanziale la legislazione in materia di superamento del divario di retribuzione. L’invito è arrivato tramite l’approvazione di una risoluzione legislativa firmata dalla deputata slovacca del Ppe Edit Bauer che chiede anche sanzioni severe ed efficaci dissuasive e l’esclusione dal beneficio di prestazioni e sovvenzioni pubbliche per colmare il gap retributivo tra i generi. Secondo le ultime cifre nell’Unione europea le donne guadagnano in media il 16,4% in meno degli uomini e negli Stati membri la differenza di retribuzione tra donne e uomini varia tra il 4,4% e il 27,6%. La disparità a livello dell’Ue era del 17,7% nel 2006 ed è scesa al 16,4% nel 2010. Per sollevare il problema la Commissione ha istituito la Giornata europea della parità retributiva, il due marzo. Ciò in base al calcolo teorico che dal primo gennaio al 2 marzo le donne lavorano gratis per raggiungere lo stipendio dei colleghi maschi. La Ue ha sensibilizzato ad azioni paritarie e, tra le azioni chiave, ha incoraggiato le donne a scegliere, per esempio, professioni non tradizionali, come nel settore verde o innovativo. Secondo Eurostat i divari salariali più alti tra i sessi sono in Estonia (27%), Austria (25%), Germania (25%), Gran Bretagna (19%), mentre l’Italia, fa parte del gruppo in cui le differenze sono minori. Lo scorso marzo l’Europarlamento, riunito in plenaria, aveva chiesto di ridurre del 10% il divario retributivo di genere in ciascun Paese dell’Ue e congedi di maternità retribuita in tutti gli Stati membri.

 

Lara Comi