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Stop ai test sugli animali: aggiornamenti

staff
27 aprile 2013

L’11 Marzo 2013 a Bruxelles, l’Unione Europea ha adottato la Direttiva 2003/15 che impone il divieto di sperimentazione su animali e di importazione di prodotti cosmetici finiti o di ingredienti originati da sofferenze animali. Ciò accade dopo quasi vent’anni di accanita contestazione che hanno attivamente coinvolto l’opinione pubblica e le associazioni animaliste più agguerrite, fra cui la LAV che spicca fiera in Italia nella lotta contro l’indecente mostruosità delle sperimentazioni animali.
“I test sostitutivi in vitro sono affidabili, sicuri, economici, veloci e già ampliamente diffusi in ambito cosmetico”, spiega Michela Kuan, responsabile LAV Vivisezione.

L’animale maggiormente utilizzato per i test specifici è sempre stato il coniglio. Gli effetti tossici che le case produttrici di cosmetici devono valutare sono: irritazione dell’occhio oppure irritazione e corrosione della pelle. Gli effetti della sostanza in fase di verifica si valutano ponendo un campione, per ore oppure giorni, direttamente a contatto con l’iride e la pelle scorticata delle bestiole provocando acuta sofferenza e lesioni mortali.
Purtroppo, per quanto l’impiego della Direttiva 2003/15 sia positivo in quanto assicura che non solo il prodotto finito ma anche i singoli ingredienti non siano di provenienza animale (per citarne alcuni da evitare: grassi, olii, gelatine e muschio animali, acido stearico, glicerina, collagene, placenta, zibetto, latte, panna, siero di latte, uova, lanolina, miele, cera d’api), le segnalazioni “Non testato sugli animali”, “Testato clinicamente” e “Testato dermatologicamente” non bastano ad assicurare che le ditte fornitrici non commissionino il compito di sperimentazione a terzi. Infatti, per essere considerata cruelty-free, un’azienda deve: utilizzare ingredienti completamente vegetali o di sintesi già in commercio per non incrementare di fatto la sperimentazione su animali; non testare su animali il prodotto finito ed i singoli ingredienti, né commissionare i test a terzi.

Essendo davvero poche le aziende che hanno accettato di sottoporsi a controlli esterni, decidendo di operare in regime di semplice autocertificazione, il simbolo da seguire tassativamente durante i nostri acquisti è il coniglietto dell’Human Cosmetic Standard “Stop ai test sugli animali”.
In quanto esseri umani è importante preservare la nostra dignità ed è necessario rispettarla nelle altre creature evitando inutili sprechi e soprusi; consiglio quindi la consultazione delle seguenti liste per l’avvio di acquisti consapevoli e sereni.

www.lav.it/index.php?id=716
www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/lista_cruelty-free.html

Lucia Marelli


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