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Green

Storie di design ed ecologia: da Rimadesio a Visionnaire

Alessandra Buscemi
14 luglio 2017

Ph Credits Valentina Sommariva

Un percorso di sostenibilità che parte da lontano, un occhio green al futuro: anche il design segue, anzi talvolta anticipa, l’innovazione verde.

È il caso di Rimadesio: il brand italiano, che produce sistemi per la suddivisione degli ambienti e progetta interior per la zona giorno, ma anche cabine armadio e una collezione di complementi, ha un approccio olistico alla sostenibilità che parte dalla scelta di materie prime come vetro e alluminio. Inoltre, in ottica di innovazione green, quest’anno il brand ha installato un “storage” di batterie di accumulo al litio con una capacità di 100 kWh, che permette di utilizzare al meglio l’energia solare raccolta dagli impianti fotovoltaici –  rappresentando il primo impianto di storage su larga scala per potenza in Europa a livello industriale, con un risparmio di circa 800 tonnellate di CO2. A testimonianza che il tema è centrale per il marchio, uno degli appuntamenti “Talking About”, che si svolgono nel Teatro Rimadesio presso il flagship store di Milano, è stato dedicato questo mese proprio all’ecologia.

Scarti di origine animale e artificiale diventano oggetti di design o materiali da costruzione: il “The Meat Project” di Atelier Monté prevede di ricavare gomma dalle tonnellate di carni invendute dai supermercati.  Anche la mostra “Touch Base” della Design Academy di Eindhoven, dove si è voluto riscoprire il senso del tatto, fondamentale per “restare umani” nell’epoca della iper-digitalizzazione, ne è un chiaro esempio, attraverso progetti che prevedono l’impiego di capelli (reti, pellicce), latte di scarto (smalto per le ceramiche) e residui di bucce e pannocchie (edilizia). “Dew” è poi il progetto con cui Apilada Vorachart ha realizzato un materiale dai residui bruciati di bucce e pannocchie che in Thailandia producono un notevole inquinamento, aprendo così nuove prospettive e opportunità per l’edilizia sostenibile.

Anche Visionnaire, nella sua concezione dell’arredamento di lusso orientato alla moda e al lifestyle, non tralascia la sostenibilità. Se da una parte infatti traduce nelle sue collezioni la spinta verso un riavvicinamento alla natura – inteso sia come contatto con il verde, sia come recupero dei propri ritmi e delle proprie energie –, dall’altra i suoi prodotti sono realizzati con materiali ecologici, lavorati e abbinati con maestria, e pensati proprio per dialogare con questa nuova esigenza. L’utilizzo di strategie a basso impatto ambientale sono divenute strategiche per il marchio, che tenta di trovare soluzioni sia a livello di materie prime che di processi produttivi, con l’obiettivo di identificare un equilibrio tra la produzione di anidride carbonica e l’utilizzo di materiali che non provengano da origine petrolifera o che non danneggino l’ambiente.


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