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Arte

Straight from the street. Banksy & Co. in mostra a Bologna

Elisa Monetti
23 aprile 2016

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Verba volant scripta manent. Perlomeno fintanto che ci sia un supporto a reggerle.
Quello della conservazione è uno dei grandi temi toccati dalla mostra Street Art – Banksy & Co. a Bologna fino al 26 giugno.
Come preservare opere d’arte che nascono su muri che oggi ci sono ma domani chissà? Che rifiutano le mostre tradizionali ed eleggono le città come loro sale d’esposizione, libere da cornici, luci artificiali, guardie notturne e biglietti d’ingresso, ma a prezzo del costante pericolo di essere cancellate dall’inesorabile crescere e modificarsi dei centri urbani. Possono queste opere staccarsi dai muri e finire nei musei? Può esistere la Street Art senza Street?
Bologna dice sì e non si ferma alle parole: oltre 250 opere nate per la strada si riuniscono a Palazzo Pepoli per una rassegna senza precedenti che racconterà l’incredibile evoluzione di una forma d’arte che dagli anni ’70 ha invaso le città di tutto il mondo.

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Figlia della cultura pop e del graffitismo, la Street Art si impone da subito come anello di congiunzione tra arte e città, creatività e strada. Indipendente e sregolata ai limiti della sfacciataggine, ha raccolto tra le sue fila artisti tra i più innovatori del secolo scorso e di quello in corso. Un fenomeno talmente potente da diffondersi su scala mondiale, laddove molte altre correnti hanno fallito.
La mostra è divisa in tre sezioni: la Città dipinta, la Città scritta e la Città trasformata.
La prima raccoglie opere provenienti dalla strada, strappate dai muri in taluni casi, e pezzi creati per il mercato. I tre grandi nomi protagonisti indiscussi di questa prima parte sono: Banksy, Blu e gli Os Gemeos.

46487-Mostra_Street_Art_-_BolognaIl primo, originario di Bristol, realizza opere satiriche su politica e dinamiche sociali. Tanto impegnato a lasciare memoria di sé da invadere Londra con stencils di topi – i suoi Rats –, è anche noto come colui che riesce ad appendere clandestinamente le sue opere tra i dipinti già esposti nei più importanti musei del mondo. A Palazzo Pepoli arriva con pezzi come Love is in the air e Girl with gas mask.
Blu, marchigiano di nascita, fa di Bologna il battesimo della sua attività di artista. Gli si dedica una sezione che comprende opere e video da lui stesso realizzati.
Infine, dal Brasile, gli Os Gemeos: un duo d’oltreoceano che spazia nei temi, passando dalla politica alla famiglia per arrivare al folklore della loro terra.
La seconda sezione, Città scritta, ricerca le radici della Street Art nelle opere dei writer e le racconta con un’interessante compresenza di esperienze di diverse nazioni: dal fiorentino Tommaso Tozzi al Punk olandese, fino a Cuoghi Corsello, Rusty e Dado, omaggio a Bologna.

Banksy | "Girl with Gasmask" | Exhibitionview: "Beyond melancholia. Sammlung Reinking | Museum für Völkerkunde Hamburg | 1" | Museum für Völkerkunde | 15.06. - 28.09.2014 | Courtesy: Sammlung Reinking / Museum für Völkerkunde Hamburg | Photo: MRpro
L’ultima parte, come in un gioco di scatole cinesi, è una mostra nella mostra. Sotto il titolo Città trasformata troviamo infatti, oggi per la prima volta in Italia. le opere della collezione donata dal pittore statunitense Martin Wong al Museo della Città di New York nel 1994. Tra queste presenziano firme come Keith Haring, Futura e Lady Pink.
Una mostra che, come del resto il suo soggetto, non ha mancato di scatenare forti critiche nell’opinione pubblica e, talvolta, negli stessi artisti.
Saranno i musei il futuro della Street Art? Ancora è prematuro e forse azzardato dare una risposta, per il momento però godiamoci il pionieristico tentativo bolognese.

 

Street Art – Bansky & Co.
18 marzo 2016 – 26 giugno 2016
Palazzo Pepoli, Museo della Storia di Bologna, Via Castiglione 8, Bologna
Orari: lunedì 14:30 – 20:00; martedì / mercoledì / giovedì / sabato / domenica 10:00 – 20:00; venerdì 10:00 – 22:00


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