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Letteratura

Stravaganze oniriche di Madeleine

staff
2 ottobre 2011


Ecco un piccolo gioiello finora sfuggito alle maglie della media e piccola editoria. Per fortuna a recuperarlo ci ha pensato Transeuropa Edizioni, impreziosendo con questo titolo la collana “Narratori delle Riserve”. A sette anni dalla pubblicazione in USA, arriva anche in Italia l’esordio di Sarah Shun-Lien Bynum.
“Madeleine dorme” è valso a questa autrice americana di origini cinesi un enorme successo di critica e pubblico, facendole guadagnare gli entusiastici elogi di colleghi del calibro di Jonathan Frazen e l’ingresso nella classifica dei 20 migliori scrittori under 40 stilata dal The New Yorker.
In un paesino sperduto della campagna francese del XIX secolo una fanciulla è sprofondata in un sonno agitato ma impenetrabile. A vegliarla con dolcezza e apprensione, i genitori e una schiera di fratelli e sorelle. Attenzione, nessuno deve interrompere il suo riposo perché quando Madeleine dorme regna l’abbondanza nei pascoli, i frutteti sono rigogliosi e le marmellate della mamma vanno a ruba.
Allora Madeleine continua a sognare: vive nella una sua realtà parallela popolata da personaggi bizzarri e affascinanti, grotteschi ma insieme bellissimi. C’è il timido Monsieur Pujol, altresì detto le Petomane, che grazie alla sue straordinarie capacità riesce a intonare tutto il “Claire de Lune”, c’è la grassa Madame Cochon, a cui sono spuntate esili alucce ed ora si libra in aria con leggiadria nonostante la sua stazza, c’è la fiera Margherita, stella dell’opera caduta in disgrazia a causa di un castrato, c’è Monsieur Joury, lo scemo del villaggio, e Adrien, il fotografo, sfortunato fratello del grande Nadar.
In questo letargo profondo Madeleine è libera: viaggia, impara, scopre l’amore, il dolore, la violenza. Ma la realtà chiama. Dovrà svegliarsi, o forse no. Il circo angosciante, ipnotico, misterioso dei suoi sogni finisce col fondersi al mondo reale, in un gioco di specchi e di echi che ha del perturbante. Il mondo sfuma, perde i suoi confini e si mescola alle ossessioni dell’onirico, in una sospensione fiabesca ma allucinata.
Una narrazione fuori dagli schemi, evocativa, audace, capace di sensualità, ironia, cinismo, crudezza. Riecheggia di riferimenti dotti che vanno da Calvino a Carroll, da Kafka a Freud, dalle favole di Esopo e a quelle di Borges, da Shakespeare fino addirittura a Tim Burton.
Inquieta e affascina nella sua stravaganza evanescente.

 

Virginia Grassi


“Madeleine dorme” di Sarah Shun-Lien Bynum, Transeuropa edizioni, traduzione di Elvira Grassi e Leonardo G. Luccone, pp.300.


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