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Street food, nuovo universo gastronomico

Carla Diamanti
3 marzo 2017

La strada è sempre il mio punto di partenza, specialmente quando parto verso un luogo che non conosco. La strada riassume l’essenza del posto, esprime i colori, svela le tradizioni, lo stile dell’abbigliamento, quello delle case. Vi capita mai di guardare le luci accese dietro le finestre? Io cerco di immaginare la vita, le sedie, il tavolo, i quadri appesi ai muri. Se è quella bianca di un neon mi sembra di guardarmi intorno stringendo un po’ gli occhi, pensando che le forme si comprimano sotto il peso di una luce più fredda, che limita i contorni dello spazio domestico.

Fuori invece la percezione cambia. I colori sono esaltati dalla luce, le ombre accese dalle nuvole, cancellate dal vento. Fuori la gente mi parla del suo ritmo, del lavoro, del rapporto con i figli. Qui sono tenuti per mano, lì sulle spalle. Altrove lasciati crescere da soli. Viaggiare mi ha insegnato a osservare senza confrontare, senza giudicare. Mettendomi di lato, come uno spettatore che guarda in silenzio e che riparte con qualcosa in più nella valigia.

La strada è il palcoscenico delle abitudini alimentari. E non bisogna andare tanto lontano. Street food, lo chiama la tendenza del momento. Stile di vita consolidato, tradizionale, spesso unico e senza etichette, si chiama in tanti altri luoghi.

Nel cibo da strada si riassume il Mediterraneo, due milioni e mezzo di chilometri quadrati, un mosaico di lingue e culture che esprimono Europa, Asia e Africa. Si scoprono gli happening gastronomici del Vicino Oriente, dove il cibo è incontro e festa e celebrazione. Si percepiscono gli spazi immensi dell’Africa, le sue strade infinite dove gli uomini camminano da secoli lungo piste carovaniere, sulla sabbia o navigano su feluche che galleggiano sui fiumi. Sulle strade che si fanno largo fra i grattacieli americani si incontrano i carrettini degli ambulanti, quelli da cui abbiamo preso spunto per il nostro street food, o persone sedute sulle panchine, in una fugace pausa dai ritmi lavorativi. Da noi il cibo da strada è un modo per conoscere universi gastronomici nuovi, nel gusto e nei modi. Da nord a sud anche noi abbiamo cominciato a portare le nostre specialità nelle strade. E non solo. Abbiamo trasformato il cibo da strada in evento, moltiplicandolo all’infinito, utilizzandolo per occupare e rileggere lo spazio urbano in maniera originale. Anche per imparare.

E così ho deciso di continuare a viaggiare esplorando le strade, e imparando. A Torino, dietro casa, per la prima volta lo street food si colora di verde e diventa vegetariano e vegano. Aggiungendo conferenze, incontri con esperti del settore, filmati e concerti per tre giorni, dal 3 al 5 marzo. Succede all’Environment Park (è un Parco Scientifico, ha 20 anni, è stato costruito sul modello dei campus americani e a Torino è diventato un luogo simbolo per l’attenzione all’ambiente) dove sarà ospitato il VEG Festival: cucine a cielo aperto e truck food vegan friendly. L’alimentazione con tutte le sfumature del verde si declina in piatti regionali e in rivisitazioni di cucine internazionali per dimostrare come sia possibile fare una scelta alternativa e salutare: dalla paella vegetariana alla pita veg, dagli gnocchi alle focacce, dai burger ai dolci. Non resta che provare. Ma sempre a cielo aperto!

 

VEG Festival
3-5 marzo a Torino, Environment Park, via Livorno
Ingresso gratuito


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