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Stupro, Hacking e USA: Tris da brivido

Marcello Vercesi
11 giugno 2013
Siamo in Ohio, nella piccola cittadina di Steubenville. Una giovane ragazza quindicenne è vittima di uno stupro di gruppo, ad opera dei giocatori di football della squadra locale, quella dei Roll Red Roll, che ovviamente smentiscono le accuse e si rifiutano di scusarsi pubblicamente con la povera vittima. E’ qui che entra in gioco Deric Lostuffer, un consulente di sicurezza informatica aziendale di ventisei anni affiliato al gruppo Knightsec di Anonymous che ha infranto la legge non per creare disagi, né per tornaconto personale: ha violato il sito della squadra, impossessandosi dei dati di dirigenti e giocatori, minacciandone la diffusione qualora non si fossero scusati per il terribile gesto commesso.
La legge che però lo ha messo nei guai è la tanto nominata e controversa  “Computer Fraud and Abuse Act“, il CFA. Essendo l’hacking considerato come il reato federale più grave tra tutti quelli possibili, Deric rischia oggi 10 anni di prigionia. Volete il paradosso? Gli stupratori ne rischiano solamente due.
Vorrei invitarvi a riflettere quindi, per un attimo, su questa brutta storia. Come è possibile che chi “aiuta” a smascherare una situazione del genere, venga giudicato non solo colpevole, ma venga punito in maniera così impari rispetto a chi commette un crimine come lo stupro?
Non sarebbe forse il caso di rivedere certe leggi, simili a quelle vigenti anche nel nostro Paese, in modo tale che si scongiurino queste assurdità?
Marcello Vercesi

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