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Submariner e Nautilus, campioni dell’estate

Davide Passoni
8 luglio 2015

Copertina

L’estate è la stagione senza tempo. Quella in cui si vorrebbe mettere l’orologio in un cassetto e dimenticarlo lì fino a settembre, sperando che i giorni non passino mai. Però, ahinoi, passano e se si sta al mare il tempo va tenuto, misurato e osservato, anche se ci porterà dritto all’autunno e la spiaggia resterà un ricordo. Se proprio vogliamo consolarci di fronte a questo tempus fugit, il consiglio è quello di mettersi al polso un orologio esclusivo. Se non altro, l’estetica ci consolerà del fuggire dei giorni.

Ecco perché abbiamo pensato di battezzare questa settimana di estate piena proponendo un paragone tra due campioni storici dell’orologeria subacquea: Rolex Submariner e Patek Philippe Nautilus. Due storie lunghe decenni: la prima ha raggiunto i sessant’anni, la seconda vive da una quarantina.

Il Submariner è il capostipite dell’orologeria subacquea, che conta migliaia di figli. La cassa e il bracciale Oyster, la corona triplock e la lunetta girevole unidirezionale sessagesimale nera, il quadrante all black con gli indici tondi e a barretta, le lancette Mercedes sono segni distintivi di una storia di classe e tecnologia. Ovvio che per rivaleggiare contro cotanto segnatempo, non potevamo accontentarci di un orologio qualsiasi.

Largo allora al Nautilus di Patek Philippe, un orologio che punta a soddisfare la stessa richiesta, seguendo però una strada del tutto diversa. Non vuole infatti essere uno strumento professionale, ma punta a un pubblico che vuole un orologio “marino” senza rinunciare all’eleganza e alla ricercatezza.

Alla forma rigorosa e funzionale del Submariner si contrappone quella atipica e originale del Nautilus; alla struttura potente del primo si contrappone quella elegante e sfuggente del secondo. In sostanza, chi indossa un Submariner dichiara apertamente il proprio status, chi indossa il Nautilus esce dal gregge.

I punti in comune? Il materiale, l’acciaio, le casse entrambe in house, i movimenti di manifattura, le 28.800 alternanze/ora per entrambi, i quadranti neri, l’impermeabilità, i bracciali a elevata indossabilità.

Le differenze? Molte, ma una più significativa di altre. Rolex offre un prodotto eccezionale a un costo in fin dei conti modico, che consente l’ingresso nell’orologeria subacquea alto di gamma dal portone principale. Patek Philippe, invece, è un brand che va capito e gustato; una comprensione e un gusto che possono arrivare dopo aver avuto e apprezzato per anni orologi e orologi. Tanto che, quasi certamente, chi sceglie un Nautilus ha già uno o più Submariner. Perché la passione non ha prezzo.


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