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Suning: l’Inter è tua, ma ora compra campioni

Riccardo Signori
6 giugno 2016
Zhang Jindong con Massimo Moratti e Erick Thohir

Zhang Jindong con Massimo Moratti e Erick Thohir

Nella west side story della pazza Inter entra anche l’Inter alla cinese. Chiamatela mandarina, se preferite. Cambio di faccia e di appartenenza geografica. Il gruppo Suning ed Erick Thohir, presidente non proprio benemerito della Beneamata, hanno ufficializzato il cambio di proprietà nella mattina italiana del 6 giugno 2016, mentre a Nanchino era il primo pomeriggio. Tenete a memoria la data, perché potrebbe valere la storia oppure l’ennesimo percorso accidentato di questa società. Il gruppo cinese Suning, un colosso dell’elettronica e dell’e-commerce, ha acquisito il 68,55% azionario diventando così padrone assoluto nerazzurro con Erick Thohir, che manterrà la presidenza e una quota di minoranza (31%) prima di togliere il disturbo, probabilmente entro l’estate del 2017. Se ne poteva fare tranquillamente a meno di questa postilla simil-gestionale del simil magnate indonesiano, venuto all’Inter a miracol mostrare, salvo scontrarsi con le oggettive difficoltà del mondo del calcio, con i milioni da perdere più che da guadagnare e con le stranezze di un Paese calcistico, come il nostro, che va esplorato attraverso gente esperta e locale. Thohir era venuto per fare business, se ne andrà con un centinaio di milioni al netto in tasca dopo averne spesi 75 di tasca sua e prestati 108 che gli saranno rimborsati. Il business personale magari gli sarà riuscito, ma ha perso un po’ l’appeal dell’ affarista e ora tanti hanno capito quanto vale.

Alla cerimonia di ufficilizzazione era presente tutta la batteria di dirigenti inglesi e stranieri che Thohir ha portato all’Inter, ma anziché avere guance rosse e occhi bassi per aver prodotto poco e nulla di quanto richiesto e auspicato, erano tutti pronti a cantare vittoria per questo passaggio che porterà l’Inter a Oriente, come esattamente 38 anni fa quando fu la prima squadra europea a giocare una partita in Cina – ha ricordato Zhang Jindong, il grande capo di Suning con il quale i tifosi italiani cominceranno a prendere conoscenza.

Zhang Jindong

Zhang Jindong

Esce di scena Massimo Moratti,  dopo 21 anni. E così, per la seconda volta nell’arco di 40 anni, la famiglia Moratti lascia il club dove ha scritto gran parte della storia pallonara. Moratti per la cessione del suo quasi 30% riceverà un assegno netto di circa 100 milioni e così non si dirà più che l’ex patron non sa fare i conti. L’opportunità Suning era probabilmente unica per non svenarsi più. Che poi, svenarsi…Moratti era abituato a svegliarsi con il gruzzolo sul comodino quando gli affari andavano a gonfie vele. E oggi, se volesse, potrebbe ricomprarsi l’Inter. Invece per quanto riguarda il rendiconto calcistico e societario si naviga tra alti (Triplete, in totale: 16 trofei in 16 anni) e bassi (vedi caso Thohir, errori di mercato).

Moratti continuerà a fare il tifoso e, chissà mai, il benevolente consigliere. “Renderemo l’Inter più forte e magnifica, vogliamo seguire l’esempio di Moratti”, ha annunciato il presidente di Suning. Solitamente i nuovi arrivati dicono tutti così, poi ci sono i fatti. Oppure, per citare una felice frase di Moratti, “Poi c’è l’Inter“. Sottinteso: e cominciano i guai per renderla davvero forte. E qui sarà presto misurata la forza dei padroni cinesi: oltre ai 500 milioni da sborsare per l’acquisto (debiti compresi), Suning è chiamato a mettere a disposizione almeno 100 milioni di euro per rinforzare la squadra. Sono in partenza Felipe Melo, Handanovic e, probabilmente, Brozovic; i nuovi arrivi dovranno serviore a portare subito il club in pole per zona Champions e scudetto. Così vuole l’Inter, al di là dei proclami e del fair play voluto dall’Uefa che imporrà la bilancia acquisti-cessioni a 0.

Massimo Moratti

Massimo Moratti

Naturalmente Thohir non ha fatto mancare il suo ottimismo, che ha dispensato in modo ben più generoso rispetto ai danari.”Un club come l’Inter ha bisogno di giocatori di livello mondiale. Possiamo tornare all’apice del calcio europeo e raggiungere grandi traguardi”. Parole e parole. Già sentite. Meglio dare ascolto al presidente di Suning Holdings Group: “Fa parte della nostra strategia diventare leader nell’industria dello sport nei prossimi 5 anni, vogliamo aiutare la crescita del mercato. La crescita del calcio in Cina è stata incredibile, per questo abbiamo pensato all’Inter e abbiamo allargato i nostri confini: la serie A e il calcio eurpeo hanno appeal molto più forte della Superleague cinese“.

Non resta che attendere. La forza economica dei cinesi è una grande speranza per l’Inter e il calcio italiano che ora rivedrà anche gli orari delle partite: tra sabato e domenica aumenteranno i match di Inter, Milan e magari Juve al pomeriggio anziché nel serale. Forza di un business che chiama. Poi, per i cinesi, c’è l’Inter. Ovvero: fuori i soldi e grandi giocatori. E non cineserie.


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