Advertisement
Fotografia

Surf Made in Italy: fotografia e surf con Filippo Maffei e Gianmarco Pollacchi

Rachele Martignoni
22 gennaio 2014

2

Penso che il progetto capace di rappresentare meglio la vostra collaborazione come colleghi e amici e di fondere insieme le vostre professionalità, quella di surfista e di fotografo, sia il vostro blog  Glimpse of an eye.

Nel  blog surf e fotografia si affiancano ad attimi di vita. Come è nata lidea? E perché avete voluto creare questo progetto?
G & F: Il blog Glimpse of an eye nasce dal bisogno di concretizzare gli ultimi 3 anni di lavoro fotografico che abbiamo svolto insieme. In realtà la nostra amicizia va avanti da molto più a lungo e ne abbiamo passate di cotte e di crude, abbiamo collaborato con riviste e con altri progetti esterni ma non avevamo mai fatto qualcosa di concreto per noi due. Da qui nasce l’idea di unire gli scatti più significativi, non quelli più eclatanti o da rivista ma solo quelli che hanno un significato più introspettivo per ciò che ci ricordano, per ciò che abbiamo davvero vissuto in quel preciso istante. Ogni scatto rappresenta un colpo d’occhio, un breve sguardo nella vita di Gianmarco aldilà degli sponsor e delle competizioni.

Ho notato che le fotografie si susseguono ad alcune citazioni del celebre romanzo On the road di J.Kerouac. Il blog in effetti sembra accompagnarci attraverso un viaggio, dove immagini esterne come le onde, il paesaggio, la strada, i panorami, si intrecciano ad altre, andando a costituire un viaggio ben più interiore, quello dellidentità e della persona, rappresentato nei ritratti fatti a Gianmarco Pollacchi. Come e dove è avvenuta la realizzazione di questi scatti?
F:  Alcune foto sono accompagnate da citazioni, spesso di Kerouac, in quanto alcuni dei suoi libri hanno influito molto sulla mia visione del paesaggio e del ritratto.
Il tema ricorrente del blog è il viaggio, ma non inteso come il semplice spostamento da un punto A ad un punto B nella banale ricerca delle onde. Il viaggio spesso ci porta in ben altri luoghi. Il semplice girovagare per le montagne dell’alta Versilia o ritrovarsi a parlare per ore al bancone di un bar: questi momenti ispirano i nostri scatti. Volevamo trascendere la routine del surf trip con i soliti scatti poco ragionati e ormai visibili ovunque. La nostra ricerca implica sì l’azione di surfare, ma è ciò che essa innesca a trasportaci attraverso avvenimenti del tutto esterni e affascinanti. Attraverso la pellicola poi cerco di fermare quegli attimi fugaci.

Penso si possa definire il tuo lavoro fotografico itinerante: ci offre ritratti, scenari e dettagli provenienti dallItalia e dal mondo. Quali sono stati i momenti più belli e significativi fino ad oggi nei tuoi viaggi e nella tua carriera che hai potuto immortalare con lobiettivo?
F: Uno dei momenti più significativi è stato senz’altro quando ho deciso di allestire una camera oscura in cantina. Da quel momento in poi ho realizzato che non potevo fare a meno della pellicola e ciò ha determinato scelte importanti nella selezione del lavoro.
Per quanto riguarda i viaggi, la California ha lasciato una voragine dentro di me che mi obbliga ogni anno a tornare per esplorare un territorio talmente vasto che la mente vacilla al solo pensiero. Forse è proprio questa grandezza che mi spaventa e allo stesso tempo mi attira.
Un altro momento significativo è stato sicuramente quando ho iniziato a lavorare con Alessandro Ponzanelli, il quale mi ha coinvolto in vari progetti come Onde Nostre e l’ancora inedito Bella Vita.

tumblr_mnxx9cKtao1surf9go1_1280

La scena del surf italiano purtroppo è parecchio sottovalutata e poco conosciuta.  Molti pensano che in Italia semplicemente “non ci siano onde”. In realtà vi sono parecchie dimensioni riguardanti il surf in Italia attive, all’avanguardia e sempre sul pezzo, come ad esempio Surf Culture, con cui entrambi collaborate. Ci puoi dare un’opinione professionale a riguardo? Come vive oggi un surfista questa carriera in Italia rispetto al resto del mondo?
G: Diciamo che in Italia è più facile vedere il surf come una moda estiva, lamentarsi delle onde di poca qualità e del clima troppo freddo per praticare questo sport nei mesi invernali. Al contrario è più facile stare seduti su una poltrona al caldo e seguire una bella partita di calcio. Ritengo invece che se uno ha la vera passione non ci sono molti ostacoli, basta spostarsi un po’ e trovare lo spot giusto; non per niente disponiamo di ottimi talenti (Bonomelli, D’Amico, Morri) che gareggiano anche all’estero.
Ovviamente con i tempi che corrono ci vogliono un po’ di sacrifici per portare avanti questa passione, servono volontà e perseveranza. Io personalmente vivo il surf come un qualsiasi surfista che vive sull’oceano, ma in attesa che arrivi una mareggiata.
Surf Culture è per l’appunto una realtà nuova che spinge a far conoscere lo sport attraverso la rivista, il sito e le foto. Sia io che Filippo collaboriamo con Nicola Bresciani ed è anche questo un imput importante. Nicola è molto bravo nel coinvolgerci nei suoi progetti che catturano totalmente la nostra attenzione essendo sempre all’ avanguardia e stimolando sempre di più la voglia di creare qualcosa di nuovo.

Avete entrambi collaborato al progetto Onde nostre e alla realizzazione del loro recente film Peninsula. Onde nostre è una di quelle dimensioni citate precedentemente che affianca il surf a cinema, musica e fotografia. Il tutto made in Italy e con un tocco decisamente vintage. Come è nata questa collaborazione?
F & G: La collaborazione con Onde Nostre e con Luca Merli è nata quasi spontaneamente. Il nuovo film Peninsula è un documentario sul surf Italiano e le sue origini. Girato interamente in 35 mm, 16 mm e Super 8, rivela le sfaccettature del panorama italiano odierno analizzando le fasi e i personaggi che lo caratterizzano e che lo hanno caratterizzato in passato.
Gianmarco indubbiamente fa parte di questo panorama in espansione e la grande sintonia che ha con la crew di Onde Nostre ha permesso di poter dar vita ad una collaborazione.
Cogliamo l’occasione per salutare Luca, Gio Sbrokked e Matteo Ferrari.

Hai partecipato alla realizzazione del film Bella vita, film documentario realizzato dal regista Jason Baffa. Paradossalmente la pellicola è ancora quasi del tutto sconosciuta in Italia, nonostante essa tratti proprio del nostro Paese. Insieme a te davanti alle telecamere i surfisti Alessandro Ponzanelli, Nicola Pinzauti e Leonardo Fioravanti.
Tutti i protagonisti, in particolare Chris del Moro (celebre surfista
nato a Firenze e cresciuto tra il capoluogo toscano, la Sardegna, Los Angeles e la Nuova Zelanda) sembrano volerci trasmettere la bellezza preziosa dei nostri paesaggi e dei nostri usi e costumi. In pochi minuti di trailer il film appare già in tutta la sua completezza e bellezza.
In un momento di crisi come questo purtroppo molti hanno dimenticato il nostro patrimonio artistico, culturale e naturale, unico al mondo.
Cosa hai tratto da questa collaborazione ed esperienza? Come pensi che l
arte, la cultura e lo sport possano ancora valorizzare lo scenario italiano?
F:Un’esperienza di questo tipo ti lascia il segno. Vivere quotidianamente per un mese con le persone che ti hanno ispirato per una vita intera è qualcosa che auguro a tutti. Sono cresciuto ammirando le foto di Rastovich e i film di Baffa e ad un tratto mi sono ritrovato ad essere dietro quell’obiettivo. Il direttore della fotografia Scott Kassenoff mi ha praticamente preso sotto la sua ala e insegnato cose che ignoravo completamente in ambito di fotografia dall’acqua. Lo stesso Baffa mi ha dato nozioni di filmmaking.
É nata anche una grande amicizia con Chris Del Moro, con cui ho passato gran parte del tempo. Ho avuto la possibilità di fotografarlo ancora a casa sua in California dove ho trascorso alcuni giorni in sua compagnia.
Il fatto che una produzione americana come quella diretta da Jason Baffa abbia scelto di girare il suo ultimo film sulle nostre coste dovrebbe far riflettere sul potenziale enorme di cui l’Italia dispone. Girare un film di surf dove le onde scarseggiano rispetto a destinazioni come California o Hawaii ci fa aprire gli occhi sul fatto che la mancanza di quest’ultime sia compensata dalla presenza di valori radicati come la famiglia, l’amicizia e il grande patrimonio artistico/culturale che caratterizza l’Italia e gli italiani.
La crisi c’è ed è reale ma anche la forza di ripresa fa parte delle nostre tradizioni. Credo che la via per valorizzare lo scenario italiano sia educare le nuove generazioni avvicinandole appunto all’arte in tutte le sue forme e allo sport a 360 gradi. I talenti certo non mancano e soprattutto dobbiamo evitare la fuga di questi talenti verso altri paesi. Lo stato dovrebbe “farci sentire a casa”.

tumblr_mpv7seAn851surf9go1_1280

Infine vi chiedo: Gianmarco, che cosa apprezzi di più nei lavori di Filippo Maffei?
G: Che dire di Filippo… oltre ad essere uno dei miei migliori amici (il che per chi mi conosce spiega già tante cose) è sempre un punto di riferimento in tutto e per tutto, lo ritengo uno dei migliori fotografi che ci siano, sempre all’avanguardia con tutte quelle sue macchinette, lasciandomi ogni volta esterefatto dalle foto che riesce a produrre sia in acqua che fuori immortalando i momenti più belli e significativi che altrimenti si tramuterebbero solo in ricordi.
Credo che il feeling con il fotografo quando stai surfando sia importantissimo perché lui, per tirare fuori il meglio dello scatto, deve conoscere i tuoi movimenti e leggere un po’ la tua mente immaginandosi quale evoluzione tu voglia provare.
Direi che questo feeling tra di noi sia “unico”, forse dato da una lunga amicizia e da tanti pensieri in comune. Ti assicuro che è una cosa che ti cambia il modo di stare in acqua quando sai che sei sotto la sua lente.
Spero di portare per più tempo possibile questa passione e sono convinto che lo avrò sempre al mio fianco, sia con la macchinetta che per una semplice surfata tra “amici”.

Stessa domanda a Filippo, mi pare corretto: che cosa pensi della carriera di Gianmarco Pollacchi?
F: Gianmarco ha una personalità spiccata e un grande senso di generosità in amicizia. Sono caratteristiche importanti che l’hanno portato a essere amato e apprezzato da molti sia nel panorama surfistico che non.
In questi anni il suo margine di miglioramento tecnico è stato stupefacente e continua a lasciare tutti a bocca aperta quando sfodera manovre aeree che sembrano uscire dai video californiani. La sua ricerca nello stile l’ha condotto in una dimensione nuova. A differenza di altri italiani che si spostano per gli allenamenti sulle coste oceaniche d’estate e d’inverno, lui vive la sua città giorno per giorno, ha un lavoro normale e non fa la vita da sogno dei luoghi comuni che ruotano intorno alla figura del surfista.
Sponsor o no, lui entra in acqua e dà il massimo. Surfa d’istinto ed è fuori controllo.
Il suo approccio hard core lo rende unico nel suo genere. Continuerò a documentare la sua evoluzione finché avrà la forza di stare in piedi su una tavola qualsiasi.

Ringraziandovi per la preziosa collaborazione a questa intervista, auspico un interesse sempre maggiore nei confronti di questa grandiosa “surf culture” made in Italy.

Intervista a cura di Rachele Martignoni

Filippo Maffei: www.filippomaffei.it
Glimpse of an eye: gianmarcopollacchi.tumblr.com

Surf Culture: www.surfculture.it
Onde Nostre: ondenostre.tumblr.com
Bella Vita Film: www.bellavitafilm.com


Potrebbe interessarti anche