Cinema

“Swingers”(1996) di Doug Liman

staff
16 dicembre 2011


I film ci insegnano che un barattolo di gelato e di una notte brava sono molto utili per dimenticare una relazione finita male; eppure a volte la cosa non è così semplice. Per Mike Peters (Jon Favreau) la fine della sua relazione di sei anni sembra un vero e proprio tunnel dal quale non riesce ad uscire, ci penseranno i suoi amici a tentare di fargli capire quanto sia dannoso il suo comportamento, mettendolo in situazioni tragicomiche e spronandolo a uscire dal suo letargo.
“Swingers” di Doug Liman è uno di quei film dove il confine tra commedia e dramma personale è sempre molto labile. Senza dubbio il ruolo di Favreau (qui in doppia veste di attore e sceneggiatore) è una maschera triste che da un effetto comico grazie anche alla sua goffaggine, sebbene dispiaccia vederlo fallire, la cosa resta ad ogni modo esilarante, un po’ come quando vediamo Wile E. Coyote che fallisce tentativo dopo tentavo nel prendere Beep Beep. Mike è una maschera spaventata e confusa in un mondo e una città (Los Angeles) che ti lascia indietro con violenza se non riesci a stare al passo.
Attorno alla figura perdente di Mike orbita Trent (Vince Vaughn) uno dei suoi migliori amici, disinvolto e spiritoso sempre con la battuta pronta che cerca di tirar fuori il povero protagonista dal suo guscio. Una delle sequenze simbolo del film vede protagonista proprio Trent, che riesce a tirar fuori Mike dal suo appartamento e dalla sua apatia per trascinarlo nella città del peccato all’urlo di “Vegas Baby, Vegas!”.
In perfetto stile postmoderno, “Swingers” è pieno di citazioni esplicite e implicite, il titolo stesso fa l’occhiolino allo stile di vita del Rat Pack di Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis Jr. I protagonisti infatti, sono accumunati dal loro tentativo (mai esplicitato) di voler rivivere la cultura swing.
Inoltre abbondano i riferimenti a Tarantino e a Scorsese, da tributi visivi a esplicite discussioni sulla loro filmografia.
”Swingers” è un film brillante e ironico, un buon esempio di cinema che bisognerebbe rivalutare.

 

Giustino De Blasio


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