Interviste

Talenti in ascesa: Milly by Michelle Smith

Virginia Francesca Grassi
24 dicembre 2012

Sofisticata, urban chic, un sorriso contagioso e una carriera brillante che è solo all’inizio. La giovane designer Michelle Smith, dopo un passato da Hermès, Vuitton e Dior, ha cominciato la sua scalata verso il successo diventando l’anima di Milly.
Tra contaminazioni parigine e stile newyorkese, una famiglia di cui prendersi cura e nuove avventure imprenditoriali, la stilista si racconta a Luuk Magazine.

Come è nato Milly?
Ho sempre amato disegnare, da quando ero una bambina e scarabocchiavo ballerine sul pavimento della cucina. Sono andata a New York per iscrivermi al Fashion institute of Technology, per mantenermi mi sono messa a lavorare nella boutique di Hermès; quando poi mi sono laureata sono riuscita ad ottenere uno stage nella sede di Parigi. La mia esperienza lì mi ha permesso di partecipare ad altri stage di prestigio, presso Maison quali Louis Vuitton and Christian Dior Haute Couture. Mentre ero a Parigi ho studiato anche alla ESMOD Design School e, una volta diplomata, sono tornata a New York per concentrarmi su una carriera più indipendente. Questa strada non sempre si è rivelata semplice da seguire, ma è stato di certo un percorso sorprendente e ricco di sorprese. E oggi sono davvero felice di essere arrivata dove sono.

Da cosa trai ispirazione come designer?
Beh, in realtà non so mai in anticipo quando l’ispirazione stia per arrivare – solitamente è proprio quando meno te lo aspetti! Solitamente sono guidata dai colori, dalle stampe, dai disegni, che hanno un’enorme importanza in tutte le mie collezioni.

In cosa si riconosce il tuo spirito di newyorkese doc dell’upper east side, ma allo stesso tempo la tua allure parigina?
La mia parte più newyorkese diventa tangibile nella funzionalità delle mie creazioni: del resto le ragazze di New York devono essere capaci di saltare da un’occasione di lavoro ad un party come dei grilli! L’influenza parigina è altro: la si può vedere dal modo in cui tratto i pezzi più classici, cercando di conferire loro quell’eleganza assolutamente naturale da cui tutti i parigini sembrano essere caratterizzati.

Hai da poco aperto il tuo nuovo flagship store al 900 di Madison Avenue; come mai hai scelto proprio questa location?
La mia boutique rispecchia perfettamente quelli che sono i miei gusti e il mio stile personale, con un fascino quasi casalingo. Infatti il mio appartamento si trova proprio nelle vicinanze e quindi i miei clienti si sentono un po’ come se venissero accolti nel mio salotto. Pezzi esclusivi, da limited edition, disegnati appositamente per le collezioni di Milly rendono l’esperienza di shopping in questo spazio assolutamente unica.

Millyny.com si è recentemente espanso, diventando internazionale. Cosa ne pensi del progetto?
Sono davvero contenta di poter far conoscere le mie collezioni nel Mondo. Tutte le creazioni sono disegnate a New York e prodotte nelle eccellenze delle fabbriche europee.

Molte celebrities si sono letteralmente innamorate dei tuoi abiti, da Gwyneth Paltrow a Beyoncé, passando per Kate Middleton e Victoria Beckham. Di quale delle tante star che indossano Milly vai più fiera e perchè?
Sono orgogliosa e onorata ogni volta che un vip sceglie di indossare le mie creazioni, così come mi sento sempre soddisfatta se per strada vedo qualche ragazza indossare i miei capi.

Tra l’altro so che anche molte baby-celebs, come Suri Cruise, indossano la tua linea di childrenswear Milly Minis – che debutterà a gennaio 2013 a Pitti Bimbo. Come è nato questo progetto?
La vera ispirazione per Milly Minis è stata mia figlia Sophia, di cinque anni. E mi ha anche fatto da modella! Del resto, è stata quasi una naturale evoluzione trasformare le stampe audaci e l’aspetto sofisticato e seducente delle creazioni per adulti nel brio giocoso dei vestitini per giovani aspiranti Milly.

Essere una mamma imprenditrice non dev’essere affatto facile; come fai a coniugare i tuoi impegni professionali con quelli familiari?
Ogni mattina io e mio marito portiamo i bambini a scuola, poi andiamo a lavorare e tra l’ufficio e gli incontri non riusciamo ad essere a casa prima delle 7. Però faccio sempre di tutto per rincasare e poterli mettere a nanna: amo la mia carriera, ma la mia famiglia viene per prima.

So che rendi Sophia molto partecipe del tuo lavoro…le piace la moda? E’ una creativa come te?
Sophia adora la Moda! Quando la sera mi preparo per uscire lei si infila nell’armadio a giocare con i miei vestiti. Spesso viene a farmi visita nello showroom e si mette a disegnare in ufficio mentre io preparo i miei schizzi. Ora ha cinque anni, mentre il suo fratellino, Will, ne ha appena compiuti due.

Nuovi progetti per il futuro?
Un giorno mi piacerebbe moltissimo fare una piccola incursione nel mondo delle scarpe!

A cura di Virginia Grassi


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