Advertisement
Sport

Tania Cagnotto: regina dei tuffi, portabandiera ad honorem

Riccardo Signori
16 maggio 2016

Tania Cagnotto Foto Gian Mattia D’Alberto / LaPresse

I campionati europei di nuoto e tuffi, gli ultimi della sua carriera, si sono illuminati dietro a quella sua silhouette, piccola e compatta, che si infila nell’acqua, volando armoniosamente dal trampolino. Tre ori, due in solitario (trampolino da un metro e da tre metri) e l’ultimo, quello della dolce coppia con Francesca Dallapè, 29enne fedele compagna di avventura e di emozioni, ottavo della loro fantastica serie nel sincro. Affiatate e sincrone in tutto, le ragazze hanno raggiunto un punteggio da gran finale e fatto le prove generali per Rio: Tania concentrata e decisa, Francesca con qualche brivido di emozione in più.

Tania ha aggiunto anche l’argento nel sincro misto, con Maicol Verzotto, ma soprattutto ha scacciato la maledizione di Londra che, quattro anni fa, leggi Giochi olimpici, le rigò il viso e il cuore di lacrime: fuori dalle medaglie per un nonnulla di punto.

Tania Cagnotto Foto Gian Mattia D'Alberto

Tania Cagnotto Foto Gian Mattia D’Alberto / LaPresse

Stavolta Londra le ha restituito il sorriso della festa, Tania ha festeggiato il suo beatissimo compleanno numero 31 con l’ottavo oro nel sincro, ovvero medaglia personale numero 29 agli europei. E la identifica nell’atleta che ha conquistato più medaglie ai campionati continentali dei tuffi. Lei donna che ha sopravanzato Patrick Hausding, un fustacchione tedesco che teneva il record con due podi in meno.

Partita da Berlino 2002 con un bronzo e un argento, approdata a Madrid 2004 per conquistare il primo oro della collezione nella piattaforma da 10 metri, Tania si è affermata da sola e in coppia come una delle più straordinarie tuffatrici europee, nonostante la rivalità con le russe in Europa e  le cinesi nel mondo.

Federica Pellegrini

Federica Pellegrini

Talvolta pareva che la Cagnotto non si tuffasse nel blu di una piscina, ma contro una muraglia umana. E se il muro russo è stato sgretolato, quello cinese resiste e, ancora una volta, proverà a farle prendere qualche dolorosa facciata. Da qui vale l’interpretazione di quanto sia grande Tania, figlia di genitori che hanno fatto dei tuffi una passione ed una loro precedente ragione di sport e di vita. I suoi ori, sul piano tecnico, valgono forse più di quelli di Federica Pellegrini, grande nel tener il passo in piscina ed anche sulla scena mediatica ma che ha affrontato avversarie generalmente meno ostiche, con le dovute eccezioni. Federica non sempre si è trovata, fianco a fianco, con le più forti in assoluto e non ha nemmeno dovuto lottare con le valutazioni dei giudici. Il tempo, supremo giudice, le ha reso sempre giustizia.

Tania, invece, ha dovuto fare i conti con giudizi che regalano poco e con avversarie sempre top. Per questa ragione, e per tutte le strenue battaglie dal trampolino, avrebbe meritato pure lei di portare la bandiera italiana nella sfilata di Rio. Questi Giochi saranno gli ultimi della sua carriera e della sua vita di atleta. Dopo il Brasile, Tania penserà a sposarsi, alla famiglia e alle occupazioni che, talvolta, lo sport fa dimenticare. Fuori dalle piscine c’è altro, non solo gare, allenamenti, delusioni e allori.

Chissà mai che il Coni non le regali la bandiera nella cerimonia di chiusura. Che siano state lacrime oppure sorrisi,  Tania Cagnotto resterà la portabandiera ad honorem dello sport italiano.


Potrebbe interessarti anche