Advertisement
Letteratura

Tattoo: storia di mille storie

staff
4 novembre 2012

Luca Saltini, autore del romanzo “Tattoo” è anzitutto un ricercatore. É studioso della storia del Novecento, appassionato scrutatore delle tendenze sociali, capace poi di reinquadrarle con maestria nel grande mare dell’interiorità umana. Nella nostra epoca ci troviamo travolti da una vera e propria mania, una moda che non si esaurisce soltanto nel suo essere tendenza frivola e fugace, ma in qualcosa di più profondamente antropologico: il tatuaggio.
La storia che si dipana lungo le pagine del libro è aggrovigliata, ambigua, intimistica, proprio come lo sono i tattoo. Varie motivazioni possono spingere a segnare indelebilmente un braccio, una spalla o un piede, ma ciò sarà sempre legato all’Io più profondo, all’interiorità più sotterranea. Ed è proprio seguendo questi binari che l’autore si può sbizzarrire, giocare con le maschere, scavare nei personaggi pur tracciando solamente delle pennellate veloci, soffermandosi su certi sguardi, alcune sfumature che impregnano la tela di tinte forti.
Chi sono e dove vado? Sono un padre mai esistito, un figlio mai cresciuto, un marito mai sposato, un uomo che ha ceduto all’ipocrisia, alle convenzioni false di un mondo marcio, ma che adesso vuole cambiare rotta, sistemare i conti con la sua coscienza, con l’istinto. Con la frustrazione. Un amore nuovo, una vita nuova, un flusso di pensieri che corre via come un pezzo di lamiera lungo l’autostrada. Via. Fuggire. Un enorme tronco, poi due lupi. Il furore. I disegni prendono forma così come i sogni; allora ad ogni tatuaggio ci si avvicina al sogno, come Icaro che si avvicina al sole…
Questo è il quadro che abbiamo davanti, assimilarlo non è facile, ci spiega tra le righe l’autore.
Sensazioni descritte minuziosamente, con attentissima cura dei dettagli; Saltini fa largo uso della similitudine per descrivere non solo gli stati d’animo, ma anche i personaggi e la scenografia che li circonda. Una prosa che supera la narrazione tout court e tende a soffermarsi su alcuni particolari che in strutture compositive di altro tipo sarebbero stati tralasciati, non contemplati, inutili. Qui vengono invece esaltati, come lo è l’euforia e l’energia nuova che esplode dirompente ad ogni rinascita.

Alessandro Giuliano

“Tattoo” di Luca Saltini, Fernandel editore, pp. 175.


Potrebbe interessarti anche