Motori

Test Drive: Sfilare in passerella sulla Ducati Streetfighter 848

Giorgio Merlino
19 giugno 2012

Quello di “Naked” è un concetto innovativo e relativamente recente; è normale che una moto di questo tipo perda i connotati dei classici chopper alla “Easy Ryder” o venga meno compresa dai centauri in giacca di pelle. Quel che è certo è che anche lei non può fare a meno del connubio tra bellezza ed aggressività che le permettono di focalizzare l’attenzione su di sé.
La nuova Ducati Streetfighter 848 incarna tutti i pregi del genere, elargendo le doti di una pura nuda e spazzando via ogni difetto che la possa far apparire come una “moto da aperitivo”, destino che è inesorabilmente toccato a molte altre naked, come la rumorosa Buel.
Se il vostro scopo è di farvi notare in sella a un bolide su due ruote godendovi allo stesso tempo una guida sportiva e tecnica, avete trovato la moto giusta: la Streetfighter infatti può sfoggiare un design eccezionale e curato nei minimi dettagli che, a mio parere, non conosce rivali. Richiamando le fattezze della MV Brutale, il piccolo muso dal gruppo ottico aggressivo con strisce a LED, lo snello serbatoio, il filiforme e alto codino dalle fattezze impeccabili, insieme a molti altri dettagli, fanno di questa moto un’opera da ammirare.
Durante i giorni del test drive dava la sensazione di girare in compagnia di una star internazionale: complimenti sentiti, sguardi penetranti e flash da servizio fotografico erano all’ordine del giorno.
Abbandonando l’aspetto estetico, concentriamoci ora sulle caratteristiche puramente tecniche, perché la Streetfighter ha molto da dire a riguardo.
Il motore 848 Testastretta 11° è un capolavoro di progettazione Desmodromica, in grado di erogare 132 Cv e un’incredibile coppia da 9.5Kgm (93.5Nm) con una fluidità eccezionale, grazie all’innovativo diagramma di distribuzione. Il bicilindrico a L con raffreddamento a liquido, saggiamente limitato rispetto al troppo aggressivo motore della Superbike 1098, conferma comunque prestazioni incredibili e al vertice della categoria maxi naked, allargando il pubblico di motociclisti pur limitandosi ai più esperti.
Con i suoi soli 169kg di peso a secco, la Streetfighter 848 vanta un incredibile rapporto peso/potenza che la rende però non facile da “trattenere”; la poderosa coppia si manifesta immediatamente come una sfida per il pilota, che non viene però abbandonato a sé stesso grazie a una lauta dose di accorgimenti. Primo fra tutti, il Ducati Traction Control (DTC) settabile a 8 livelli fa decisamente la sua parte: il mio consiglio è di limitare i primi quattro alla pista e concentrarsi prudentemente sul livello 5, al quale persiste il divertimento di guida senza strafare con bruschi slittamenti del posteriore. La frenata in totale sicurezza è offerta da potenti pinze radiali Brembo a 4 pistoncini che lavorano su doppi dischi da 320mm all’anteriore e da una pinza a due pistoncini al posteriore con disco da 245mm.
La facilità di mantenimento in curva, il buon controllo sullo sconnesso e le limitate vibrazioni sono il frutto di un accurato lavoro nelle sospensioni: forcella Marzocchi da 43mm completamente regolabile e di un monoammortizzatore Sachs anche’esso completamente regolabile al posteriore.
I cerchi ruota a 10 razze da 5,5 pollici al posteriore e 3,5 pollici all’anteriore, in alluminio leggero finiti in nero – che contribuiscono a ridurre il peso globale del veicolo e a mantenere l’importante controllo delle “masse non sospese” – vengono completati dagli ottimi pneumatici “Pirelli Diablo Rosso Corsa” (nonostante l’aspetto “aggressivo” del battistrada, la tenuta si mantiene anche sul bagnato).
Nel complesso la moto raggiunge un livello concretamente superiore nel segmento, sia per quanto riguarda la sua bellezza oggettiva che per le caratteristiche tecniche. Il prezzo del resto sostiene questa tesi (proposta a 12.592 euro), ma è d’obbligo rilevare anche un paio di difetti.
Il cambio a sei marce è caratterizzato da una rapportatura molto lunga che rende assai complicato l’utilizzo degli ultimi rapporti fuori dalla pista e in secondo luogo, benché il manubrio sia stato rialzato di 20mm per perfezionare il ‘triangolo’ ergonomico, il peso che grava sui polsi e palmo della mano nella guida su strada si fa sentire.

 

Giorgio Merlino


Potrebbe interessarti anche