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Moto

Test Ride: Ducati Scrambler 800 Icon

Alessandro Spada
26 luglio 2016

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Belle, semplici e molto divertenti: sono le Scrambler, un genere di moto molto popolare negli anni ’70, tornato in voga in questo periodo grazie alle innumerevoli richieste degli appassionati di questo modello.

Ducati, passati 53 anni dalla produzione della prima versione – nel lontano 1962 -, ha deciso di dare una nuova vita alla sua mitica Scrambler monocilindrica, donandole un nuovo motore con un cilindro in più e tutta la moderna tecnologia made in Borgo Panigale. 

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La filosofia di questa moto è molto semplice e chiara: facilità, semplicità, stile e personalizzazione!

La nuova Ducati Scrambler è disponibile in sei versioni che condividono la medesima meccanica: la Icon (che abbiamo provato in questa recensione), la Classic (ispirata al modello degli anni ’70), la Full Throttle (stile cafè racer), la Urban Enduro (la versione più avventurosa), la Flat Track (ispirata alle gare flat su sterrato), tutte dotate di un propulsore di 800 cc, e infine la piccola Sixty2, con 400 cc di cilindrata.

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I sei modelli possono essere ottime basi di partenza modificabili successivamente: è infatti possibile personalizzare a piacere quasi tutti i componenti in modo da rendere unica la propria Scrambler.

Tutti i dettagli retrò della moto sono stati realizzati in chiave moderna: la strumentazione (full digital) tonda e decentrata, il fanale circolare anteriore con una striscia a led lungo la circonferenza, il telaio e il motore a vista, il serbatoio in alluminio, il manubrio alto e largo e i pneumatici Pirelli MT60 RS molto scolpiti.

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Il motore invece non riserva sorprese, dato che deriva dall’unità che spingeva la Hypermotard 796, modificato nella distribuzione e dotato di un solo corpo farfallato in modo da non togliere troppo spazio al piccolo serbatoio da 13,5 litri di capacità.

La moto in prova montava anche alcuni degli optional ufficiali presi dal catalogo Ducati, come il porta-targa in alluminio sotto-sella, il cupolino in tinta, la griglia metallica di protezione del faro anteriore, le pedane, il manubrio basso, i cerchi a raggi e il terminale di scarico Termignoni.

In città la moto si dimostra perfettamente a suo agio dimostrando doti di agilità e comodità nella guida. Buche e pavé non sono un problema, la sana e robusta ciclistica della Scrambler le assorbe senza problemi e lascia abbastanza isolato il conducente da tutte queste fastidiose sollecitazioni. La postura di guida è naturale e non affatica anche durante le ore di traffico più intenso; non è un azzardo pensare di prenderla in considerazione come alternativa ad uno scooter.

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Per poter assaporare tutto il potenziale della Ducati Scrambler basta allontanarsi dai centri abitati e dirigersi verso le strade extraurbane collinari o di campagna. In questo contesto la moto trova la sua connotazione ideale e regala una sensazione di libertà e spensieratezza davvero uniche: permette divertimento alla guida, ma lascia il tempo di godersi il paesaggio che ci circonda in totale relax.

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Alzando il ritmo, cercando di capire i limiti della moto, la ciclistica della Scrambler dimostra una notevole stabilità e non tende a scomporsi se maltrattata, anzi, in questo contesto il Dna Ducati viene a galla e permette di conoscere un lato nascosto della moto: quello avventuroso!

La Scrambler, grazie alla spinta del suo potente motore da 75 cv, regala emozioni quasi sportive e permette al pilota di guidare a ritmi che non sarebbero consoni a questo tipo di motoveicolo. Anche nei percorsi in fuoristrada leggero la Scrambler si è comportata veramente bene, risultando facile, intuitiva e molto divertente da utilizzare.

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I traversi sono all’ordine del giorno, ma tutto rimane sotto controllo grazie all’ottima posizione di guida e al largo manubrio. L’impianto frenante, coadiuvato da un ABS molto dolce negli interventi, è sempre all’altezza della situazione, garantendo un’adeguata potenza frenante e un’ottima modulabilità.

Ottimo il lavoro della forcella, molto scorrevole e ben tarata, mentre il monoammortizzatore, sul modello in prova, risulta meno coerente nella risposta ma senza compromettere il rendimento generale della moto.

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Gli unici inconvenienti riscontrati sono l’elevato calore emanato dal motore quando ci si ferma al semaforo e una certa ruvidità nell’erogazione a bassi regimi che costringe a “guidare con la frizione in mano” a bassa velocità.

La nuova Ducati Scrambler Icon è una moto in grado di stupire e richiamare l’attenzione anche di persone non appassionate di questa tipologia di veicoli. É bella, divertente e caratterizzata da quel look retrò che va molto di moda soprattutto nelle grandi città.

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Ma attenzione, non bisogna lasciarsi ingannare: sotto quel fascinoso concentrato di stile c’è sempre una Ducati.


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