Moto

Test ride: SWM SM 500 R ha la corsa nel sangue

Alessandro Spada
13 luglio 2017

Nel DNA della SWM, casa motociclistica italiana con sede a Biandronno, ci sono soprattutto le corse di supermotard e proprio per gli appassionati di questa disciplina è stata sviluppata la SM 500 R.

Si tratta di una motard purosangue: stretta, leggera, affilata nelle linee, agilissima e molto performante. É una moto con pochi fronzoli che bada alla sostanza, nuda e cruda.

La nuova SM 500 R si caratterizza per un design molto pulito e accattivante, una seduta sportiva ma non troppo scomoda e una qualità costruttiva molto elevata. Il suo cuore pulsante è un propulsore monocilindrico di 501 cm3 raffreddato a liquido, con doppio albero a camme in testa e 4 valvole per cilindro, in grado di erogare 20 kW (circa 27 cv) nella versione base e ben 38 kW (circa 52 cv) nella versione racing (quella che abbiamo provato in pista). Il telaio è un monotrave a doppia culla in acciaio, un’architettura derivata direttamente dalle moto da cross, ma modificato per rendere al meglio nella guida su strada. Il reparto sospensioni, completamente regolabile, è interamente fornito da Kayaba: all’avantreno troviamo un forcella di 48 mm di diametro, mentre al retrotreno un monoammortizzatore progressivo pressurizzato. La ciclistica è completata da un impianto frenante interamente made in Italy firmato da Brembo, che vanta all’anteriore una pinza ad attacco radiale che “morde” un grosso disco di 320 mm di diametro.

Il test ride di questa moto si è svolto nel suo “regno di caccia” ideale: la Pista. La location scelta è stata la Pista Azzurra di Borgo Ticino, in provincia di Varese, ideale per saggiare la precisione, l’agilità e la bontà della ciclistica di una motard. Si tratta di un circuito per kart molto tecnico e tortuoso, ma anche caratterizzato da due discreti rettilinei che permettono di “far cantare il motore” e di mettere un po’ alla frusta la potenza dell’impianto frenante.

L’approccio con la moto, che risulta amichevole e intuitivo fin dai primi metri, infonde molta fiducia nella guida. Il feeling e le sensazioni sono quelle “giuste”: ti permettono di andare forte e con il pieno controllo della moto prima ancora di completare il primo giro di pista. La SM 500 R è molto divertente e sfruttabile in circuito anche dai piloti meno esperti, fa di tutto per metterti a tuo agio e per poter sfruttare il suo potenziale.

L’agilità, davvero elevata, e la frenata, potente ma modulabile, sono i suoi punti  di forza. Le sospensioni svolgono il loro lavoro egregiamente, sostenute nelle tarature ma molto scorrevoli e caratterizzate da una lunga escursione. Il propulsore spinge forte a tutti regimi e ha un allungo notevole per un monocilindrico il che lo rende particolarmente versatile; in diversi tratti della pista si può scegliere se sfruttare l’allungo del motore o la sua coppia, salendo prima di marcia, senza perdere tempo sul giro.

Ottima la risposta del gas agli ordini impartiti dal pilota, il comando risulta molto preciso e dotato di un corretto grado di rotazione. Sorprendente il lavoro svolto dai pneumatici di primo equipaggiamento: i Michelin Pilot Power 2CT. Pur essendo gomme sportive stradali, si sono comportate egregiamente nell’uso in pista e solo dopo diversi turni hanno iniziato a perdere un po’ di grip.

Per l’ultimo turno in pista siamo stato così fortunati da poter guidare un vero “mostro sacro”: la SM 450 Racing di Edgardo Borella, pilota ufficiale di SWM per il Campionato Europeo Supermoto, per l’italiano Super Motard e per il Mondiale. É la versione da competizione della SM 500 R in cilindrata ridotta a 450 cm3 per il regolamento del campionato.

La moto monta il meglio della componentistica racing in commercio, come l’intero reparto sospensioni Ohlins, la pinza anteriore Brembo CNC, la sella racing, lo scarico completo in titanio della Arrow, i pneumatici slick della Michelin da competizione e un motore “super-preparato” in grado di erogare oltre 60 cv.

Con questa moto l’esperienza di guida tocca livelli di eccellenza; si stacca più forte e più tardi rispetto alla versione originale, si accelera prima e con più aggressività, si piega molto di più e si arriva in fondo ai rettilinei a velocità decisamente più elevate.

Di solito siamo portati a pensare che una moto racing sia molto più impegnativa di una moto stradale, ma è un errore: la SM 450 Racing ti permette di andare molto ma molto più veloce della versione di stradale, ma con meno impegno fisico e con più facilità.

L’unico neo? Se non siete abbastanza veloci non riuscirete a tenere a temperatura le coperture slick e quindi, raffreddandosi, vi troverete a guidare sulle uova a causa dell’indurirsi della mescola…


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