Cinema

“The Artist” (2012) di Michel Hazanavicius

staff
9 marzo 2012

Un uomo è legato ad una sedia. Tramite elettroshock gli viene intimato di parlare, ma lui ostinatamente si rifiuta. “Parla!” leggiamo sui cartelli; “No” è la silente risposta dell’eroe. Fin dai primi secondi di film abbiamo già in mano la chiave di lettura dell’intera pellicola.
George Valentin è un divo del cinema muto ricco e famoso; la sua carriera sembra inattaccabile, fino a che una potente innovazione non arriva a sconvolgere il suo mondo. Hollywood, 1927, esce il primo film sonoro: “Il cantante di jazz”. E il progresso non guarda in faccia a nessuno. Gli studios si convertono gradualmente all’entusiasmante novità, ma George guarda con sospetto la nuova tecnologia.

Premiato con cinque Oscar (tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista) “The Artist” è la rivelazione dell’anno. Nessuno si sarebbe mai aspettato che un film muto francese avesse riscosso tanto successo. Il merito di questa pellicola dal gusto indubbiamente retrò (non solo muta e in bianco e nero, ma anche girata in un formato non wide screen) è quello di riuscire a scatenare l’interesse di un pubblico moderno che va oltre la nicchia degli amatori, raggiungendo anche la più ampia maggioranza.
“The Artist” è un film che riflette sul cinema, superando per certi versi anche la dimensione meta-cinematografica. Non una semplice indagine sui tempi d’oro di Hollywood. Tolta la patina nostalgica si potrebbero traslare le questioni pro-contro muto ai recenti dibattiti sul futuro della “rivoluzione 3D” che sta modificando l’industria cinematografica in un senso o nell’altro.
I tributi alla Hollywood classica sono molti: dalle inquadrature oblique alla “Citizen Kane” dell’inserto onirico alla fisicità di Dujardin che ricorda il Gene Kelly di “Cantando sotto la pioggia” (un altro grande film sulla crisi del muto, rievocato anche alla sera della prima) oppure i toni cupi e le star in declino di “Sunset Boulevard”.
Una sorta di grande elogio alla Hollywood di fine anni venti e insieme uno specchio messo di fronte alla sua eredità moderna nel ventunesimo secolo, “The Artist” sguinzaglia verso lo spettatore del 2012 la potenza allo stesso tempo nostalgica e pedagogica del passato.

 

Giustino De Blasio


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